Lunedì, 2 Agosto 2021
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Ex Bat, Capone scrive a Zanonato: "Accordo mai andato in porto, ora urge un tavolo"

Urgente un tavolo su convocazione del ministro della Sviluppo economico che dia risposte ai lavoratori ex Bat di Lecce, e un crono-programma certo del progetto di riconversione previsto dall’accordo firmato il 2 dicembre del 2010 presso il Mise. E quanto chiede il parlamentare Pd Salvatore Capone

Lavoratori ex Bat davanti alla Provincia (foto di repertorio).

LECCE  - Urgente un tavolo su convocazione del ministro della Sviluppo economico che dia risposte ai lavoratori ex Bat di Lecce, e un crono-programma certo del progetto di riconversione previsto dall’accordo firmato il 2 dicembre del 2010 presso il Mise.

E’ quanto Salvatore Capone, parlamentare Pd, chiede al ministro Flavio Zanonato nella lettera inviata la scorsa settimana a sostegno di quanto definito nell’incontro promosso il 30 dicembre scorso dalla Provincia di Lecce d’intesa con le organizzazioni sindacali.

“Non è esagerato o fuorviante, a distanza di due anni”, sottolinea nella lettera il parlamentare, “affermare senza ombra di dubbio che nulla, di quell’accordo, eccezion fatta per gli ammortizzatori sociali, in scadenza, pare essere andato in porto. Non la formazione dei lavoratori, non la ricollocazione degli stessi presso altre aziende, non l’attivazione delle aziende coinvolte dall’accordo. Nonostante proprio per la formazione somme ingenti siano state investite presso una delle aziende interessate alla ricollocazione, e su questo aspetto della vicenda sia in corso una indagine della magistratura penale”.

Ecco dunque il punto: “la necessità per i lavoratori coinvolti e per l’intero territorio salentino di avere risposte e chiarezza sull’attuazione dell’accordo dal momento che l’intera vicenda, a leggere con attenzione i documenti, sembra avere dell’incredibile: a smantellare la produzione, infatti, lasciando per strada centinaia e centinaia di famiglie in balia di una riconversione e ricollocazione ad oggi inesistenti, è stata una società in piena attività, con bilanci più che in attivo, per di più beneficiaria di risorse pubbliche”.

“Condiviso pienamente”, conclude Salvatore Capone, “la richiesta espressa da altre istituzioni territoriali, e in particolare dalla Provincia di Lecce – d’intesa con le organizzazioni sindacali - con lettera inviata il 30 dicembre u.s., affinché il Ministero torsi a farsi garante, in tempi rapidi, di un Tavolo con tutti i soggetti protagonisti della vicenda, perché gli stessi diano risposte chiare e inequivoche, ai lavoratori innanzitutto, sul processo di riconversione e sugli impegni assunti. Peraltro dinanzi a notizie anche recentissime per cui alcuni lavoratori, in forza presso i servizi di ristorazione nello spazio dell’ex Manifattura Tabacchi, avrebbero ricevuto per sms, il 6 gennaio scorso, la notizia di non doversi presentare al lavoro il giorno successivo”.

“A guardare quel che è accaduto in questi due anni”, commenta il parlamentare, “quell’accordo – siglato in una sede istituzionale nazionale – si è rivelato un vero e proprio bluff ai danni dei lavoratori e di un intero territorio. E’ urgente che il Governo obblighi tutte le parti in causa a rispettare quanto sottoscritto, e che i lavoratori abbiano risposte certe sul loro destino e sul loro futuro”.

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