Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica

Ex collaudatori Pista di Nardò, domani presidio di protesta in Provincia

Il 31 maggio, la Provincia di Lecce ha convocato un incontro per discutere la vicenda della pista di Nardò. Grande assente, questa volta, sarà però il il sindacato Cobas che denuncia "trattamento discriminatorio dei lavoratori"

Stasi dei Cobas, durante un sit-it dello scorso anno.

 

NARDO’ - Gli ex collaudatori della Pista di Nardò, annunciano che domani mattina saranno in presidio di fronte alla sede della Provincia di Lecce per chiedere un incontro al presidente, Antonio Gabellone. Il presidio è motivato dalla notizia, “pervenutaci per caso”, sostengono loro, della convocazione di un tavolo in Provincia a fine maggio, per discutere della situazione all’interno della pista adibita al collaudo e test delle autovetture, appena acquistata dal gruppo tedesco Porsche.

“Fra i convocati ci sono tutte le organizzazioni sindacali, comprese talune che non ci risultano essere presenti in Pista, oltre alle organizzazioni datoriali, Ntc (Nardò Technical Center, la società di servizi che gestiva la pista) e Copat (la nuova cooperativa che, si diceva, avrebbe dovuto assumere gli ex collaudatori)”, denuncia il referente Cobas, Salvatore Stasi.

“Tale notizia desta stupore in considerazione del fatto che è stato proprio il nostro sindacato a porre, all’attenzione delle istituzioni, la vicenda occupazionale di questi lavoratori. – spiega il sindacalista - Giusto per citare un esempio, la presenza della cooperativa Copat è il frutto di lunghissime trattative, durate quasi due anni,  partite proprio da noi e condotte con la task force regionale e con la prefettura di Lecce, da considerarsi ancora in corso”.

Ma ecco il colpo di scena: “Questa convocazione ha escluso, con chiaro intento discriminatorio, coloro che per primi e con fatica estrema hanno posto le problematiche occupazionali. Così si devia un percorso che provava a dare dei frutti, alimentati dalla speranza dovuta al passaggio a Porsche e riproponendo, invece, le solite discriminazioni. L’unica colpa degli ex collaudatori, vogliamo ricordarlo, è aver rivendicato i propri diritti, provando a spazzare via tutte le pratiche di silenzi complici e di clientele, in modo da rendere respirabile e fresca, anche l’aria all’interno della pista di Nardò”.

La confederazione Cobas denuncia il forte sentore che “nonostante il passaggio al marchio tedesco, si vuole dare continuità a quelle pratiche clientelari e la condizione indispensabile è la discriminazione verso questi lavoratori e chi li rappresenta”.

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