Ex Convento Domenicani, lavori fermi: Comune diffidato da Soprintendenza

Per alcuni professionisti il bando di gara sarebbe stato indetto senza tener conto delle norme in materia di edifici sottoposti a vincolo storico-artistico. Anac e Soprintendenza diffidano il Comune che, nonostante la sentenza sfavorevole del Tar, si appella al Consiglio di Stato. A novembre il merito

PARABITA – I lavori all’ex Convento dei Domenicani e alla scuola dell’infanzia G. Pisanello devono essere sospesi per illegittimità del bando di gara di affidamento dei servizi tecnici di progettazione e direzione lavori.

Questa la motivazione alla base del ricorso che alcuni dei professionisti che avevano partecipato al bando stesso hanno impugnato dinanzi al Tar di Lecce. Le strutture per le quali erano in corso adeguamenti di efficientamento energetico sarebbero sottoposte a vincolo che, ai sensi dell’ex L. 1.6.1939/1089, ora d.lgs 42/2004,  ne disciplina anche gli interventi di tale natura. E il Tribunale amministrativo gli ha dato ragione.

La suddetta normativa prevede, infatti, che a ricoprire il ruolo di direttore dei lavori debba essere un architetto regolarmente iscritto all’Albo provinciale.

Secondo alcuni dei professionisti che hanno partecipato al bando per l’assegnazione dei servizi tecnici, l’amministrazione comunale di Parabita non avrebbe tenuto conto della storicità degli immobili in questione che, in quanto tali, sono sottoposti al decreto summenzionato, affidandone l’esecuzione a un ingegnere i cui requisiti professionali non soddisferebbero la normativa vigente.

In virtù di tale inosservanza l’architetto Daniele Cataldo, capofila dei professionisti ricorrenti, difeso dall’avvocato Giuseppe Mormandi congiuntamente all’Ordine degli architetti di Lecce, ha impugnato la procedura di gara innanzi al Tar Puglia.

Sulla questione, peraltro, sono intervenute due separate note dell’Anac – autorità nazionale anticorruzione – e della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici delle province di Lecce, Brindisi e Taranto risalenti al 6 luglio scorso, data d’inizio dei lavori.

Nella seconda, in particolare, il soprintendente architetto Francesco Canestrini, preso atto della situazione, diffida il Comune di Parabita a incaricare un architetto che risponda ai requisiti richiesti per un bene tutelato ai sensi dell’art. 52 del R.D. 2537/1925 e alla recente sentenza del Consiglio di Stato n. 12 del 9 gennaio 2014 che rimarca che “può ricoprire il ruolo di Direttore dei lavori in presenza di edifici sottoposti a vincolo ai sensi dell’ex L. 1.6.1939/1089, ora d.lgs 42/2004, esclusivamente un architetto regolarmente iscritto all’albo”.

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Nonostante la sentenza del Tar abbia dato ragione ai ricorrenti, però, il Comune di Parabita si è appellato al Consiglio di Stato e per avere un giudizio nel merito si dovrà attendere il mese di novembre.

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