Ex dipendenti Vit, caos allo scadere dell’appalto. La Provincia blocca il servizio

Il Comune di Lecce, cessato l’appalto con l’azienda, ha demandato il servizio di verifica degli impianti termici alla Regione Puglia che, a sua volta ha incaricato la Provincia. Il presidente Gabellone chiede chiarimenti all’ente di via Capruzzi. Ventisette lavoratori sulle spine

LECCE – Caos allo scadere dell’appalto stipulato dal Comune di Lecce con la società Vit, incaricata di svolgere, per conto del municipio, le ispezioni sugli impianti termici fino a giugno 2014. Proprio ieri, 24 marzo, un   gruppo di ex dipendenti della Vit ha incontrato i rappresentanti di due sigle sindacali (Ugl e Uil) ed alcuni consiglieri regionali, tra cui Aldo Aloisi e Sergio Blasi, per fare il punto sulla situazione di stallo che si è determinata in seguito alla cessazione dell’appalto.

Lo scorso anno, infatti,  il Comune di Lecce ha deciso di non espletare più il servizio e lo ha demandato alla Regione Puglia, mediante regolare delibera comunale; quest’ultimo ente,  a sua volta, lo ha affidato alla Provincia di Lecce che attualmente sarebbe inadempiente sotto il profilo legislativo. Tutto ciò è avvenuto nel corso di un tavolo di concertazione che si è tenuto il 5 settembre 2014, presso la sala giunta comunale di Lecce, e dopo aver consultato le parti in causa, cioè gli stessi lavoratori, i sindacati, ed i rappresentanti della la Regione, della Provincia e di Nuova Salento Energia (società che espleta lo stesso servizio in provincia), con l’intento di salvaguardare lo stato occupazionale dei 27 lavoratori.

E’ bene ricordare, a questo punto, come la legge 10 del 1991 imponga ai Comuni con più di 40mila abitanti oppure alle Province, qualora questi ultimi non fossero interessati, l’espletamento del servizio.

Gli ex dipendenti della Vit, in possesso dei requisiti professionali, oltre che di una lunga esperienza acquisita in 15 anni di servizio, sono ad oggi disoccupati e attendono che si concretizzi quanto promesso in quel tavolo di concertazione: cioè di essere assunti per garantire i livelli occupazionali, allo scadere dell’appalto,  e la continuità del servizio così come previsto dalla legge.

A distanza di quasi un anno gli ex dipendenti si chiedono come mai, pur essendo stato espletato l’iter burocratico a tal proposito previsto, la Provincia non abbia ancora provveduto ad attivare il servizio di verifica sullo stato degli impianti nel Comune di Lecce: servizio che, peraltro, si autofinanzia da sempre.

Dal canto suo il presidente Antonio Gabellone, nel corso di incontro con un gruppo di lavoratori, avrebbe spiegato che non ha riconosciuto la validità formale dell’atto con il quale la Regione ha affidato il servizio alla provincia, poiché firmato da un dirigente e non emanato dalla stessa giunta regionale. Oltre a chiedere  all’ente di via Capruzzi chiarimenti circa i mezzi ed il personale con il quale espletare il servizio, il presidente avrebbe sostenuto che tale servizio non potrebbe essere svolto da Nuova Salento Energia, utilizzando il personale già in carica.

Un’affermazione, questa, che ha destato molta preoccupazione nei lavoratori ai quali è stato sempre detto che sarebbe stata intrapresa ogni azione utile a garantire il loro futuro lavorativo. D’altra parte il dirigente della Regione Puglia, firmatario dell’atto, avrebbe precisato che, nel corso dell’iter previsto per l’affidamento, “sono state rispettate le normative vigenti”.

“Qual è, dunque, l’ostacolo che impedisce di far riprendere il servizio e, con esso, garantire il posto di lavoro a 27 persone? – si chiedono gli stessi lavoratori ex Vit -  E come mai un’azienda, vantata sinora come fiore all’occhiello della Provincia con bilancio in attivo, è divenuta una società con problemi economici? Perché il nostro problema occupazionale è finito nel dimenticatoio?”.

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L’impegno preso dalle parti politiche e dalle sigle sindacali è stato quello di portare all’attenzione dell’assessore regionale al Lavoro, Leo Caroli, la vertenza degli ex dipendenti Vit, in modo tale che se ne possa discutere e trovare una soluzione, unitamente ai problemi che stanno attraversando anche altre società partecipate della Provincia che pure godono dei riflettori mediatici.

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