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Ex Lsu, protesta per gli stipendi con occupazione del "Quinto Ennio"

Gli ex Lsu, dipendenti di Dussman e subbappalti, lavoratori impegnati negli appalti di pulizia e decoro delle scuole della provincia di Lecce, ancora una volta sono in protesta. Al loro fianco Fisascat-Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil: "Sbloccare la tranche di finanziamento"

LECCE – Gli ex Lsu, dipendenti di Dussman e subbappalti, lavoratori impegnati negli appalti di pulizia e decoro delle scuole della provincia di Lecce, ancora una volta sono in protesta. Da questa mattina manifestano per rivendicare lo stipendio. Da anni sono impegnati nei servizi in appalto e oggi si ritrovano sospesi dal lavoro e le retribuzioni per i mesi di luglio e agosto. Una ventina di loro hanno occupato in prima mattinata la scuola “Quinto Ennio” di via Imbriani, dov’è presente un cantiere attivo di manutenzione, per poi dirigersi verso la Prefettura.  

“Dopo anni di lotte e nonostante sia finanziamenti, sia il lavoro ci siano – afferma Carmela Tarantini, segretario della Fisascat-Cisl, la categoria del commercio, turismo e servizi della Cisl – ad oggi ci ritroviamo nella situazione di non aver alcuna certezza salariale per i prossimi mesi. Ancora una volta sono le fasce più deboli a pagare”.

Stessa preoccupazione è espressa da Vincenzo Riglietta, segretario regionale della Fisascat-Cisl. “Sono fortemente preoccupato per la tenuta occupazionale della provincia di Lecce che, dopo la drammatica situazione che si è venuta a creare con i lavoratori di Alba Service, società partecipata della provincia di Lecce, della Nuova Salento Energia e di altre vertenze oggi presenti sul territorio vede nuovamente IMG-20150720-WA0001-2prendere forma la vertenza delle scuole. Facciamo un appello al governo che nei mesi passati è stato molto attento e sensibile alla situazione degli ex Lsu”.

Riglietta lancia un grido di allarme anche al sottosegretario al lavoro, Teresa Bellanova, chiedendole di non dimenticare le sue responsabilità per il suo territorio. Ma anche all’euro parlamentare Raffaele Fitto, affinché vigili sulle politiche occupazionali del sud. “Se non riusciamo a creare buon lavoro, la provincia di Lecce diventerà una polveriera”, conclude.

Al loro fianco vi sono anche i sindacati Filcams Cgil e Uiltucs Uil. I quali avvisano: sono circa 900 i lavoratori interessati nel Salento. La maggior parte è senza retribuzione e ferma in attesa che da Roma arrivino indicazioni alle aziende. La loro richiesta è che il Miur sblocchi la tranche di finanziamento (periodo luglio 2015-marzo 2016) al fine di consentire la ripresa dei lavori in tutti i cantieri di manutenzione e decoro delle scuole relativo al progetto “Scuole belle”.

Il sindacato insieme a una delegazione di lavoratori ha ottenuto, dopo il presidio davanti alla sede, un incontro con il refetto al quale è stato chiesto di inoltrare al ministero la richiesta urgente dell'apertura di un tavolo. I sindacati di categoria preannunciano che mercoledì 22 luglio saranno con i lavoratori a Bari per un presidio regionale davanti all'ufficio scolastico regionale e che giovedì 23 saranno a Roma sotto la sede del ministero.

La Filcams Cgil Lecce rende noto, inoltre, che ha intrapreso anche una strada legale a tutela dei lavoratori per diffidare l'azienda appaltante a rispettare gli accordi sottoscritti nel marzo scorso e gli impegni assunti e a non fare discriminazioni tra lavoratori. 

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