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Ex Manifattura, Pd: “Riconversione ferma, si addensano le ombre”

Il deputato Teresa Bellanova interroga i ministri competenti sulle verifiche del piano di riconversione. "Ritardi biblici, lavoratori senza nulla da fare e il consorzio In.ser ha acquistato l'intero stabile di Bat Italia"

 

LECCE - Giornate di lavoro, retribuite, trascorse a leggere libri o girandosi i pollici perché c’è poco o niente da fare. Uno scenario paradossale, denunciato dal Pd di Lecce, che si starebbe verificando all’interno del sito della ex Manifattura Tabacchi, lasciato da Bat Italia alle tre aziende Hds, Iacobucci e Korus che avevano il compito di riassorbire gran parte dei lavoratori.
 
In base agli accordi firmati nel dicembre 2010 presso il ministero dello Sviluppo economico, infatti, parte degli ex dipendenti Bat, diretti ed indiretti, sono transitati dalla mobilità alla nuova assunzione. Si, “ma per far cosa? E fino a quando?”:  la domanda la pone oggi in conferenza stampa la deputata del Pd, Teresa Bellanova. “Le ombre da noi denunciate sin dall’inizio – spiega lei - stanno prendendo forma”.
 
A quasi due anni di distanza dalla dipartita di Bat Italia, nonostante gli utili in attivo dell’azienda, il territorio non si è risollevato da quell’ennesima ferita inferta al cuore dell’economia.  Cinquecento persone sarebbero le vittime di una “riconversione riconvertita”, spiegano dal Pd. Di un progetto di riconversione industriale pensato per non disperdere la forza lavoro, ma “azzoppato da ritardi biblici”.
 
Tanto per capirci, nel sito smantellato dominano i “lavori in corso”. Hds, dopo varie indecisioni, sta tentando la strada del business dei pannelli fotovoltaici. “Ma mentre per Iacobucci e Hds le linee risulterebbero avviate, seppur con estrema lentezza, l’azienda Korus, di proprietà del senatore del Pdl Filippo Piccone, avrebbe installato nel sito un solo macchinario”, precisa Bellanova.
 
Senza trascurare i venti ex Aams ereditati dai Monopoli di Stato, “che non sono mai rientrati nella pubblica amministrazione”. “Anche su questo il Governo ha precise responsabilità”  aggiunge il deputato che ha redatto una interrogazione parlamentare per chiedere ai ministri competenti di render conto delle verifiche semestrali sullo stato dell’arte del piano di riconversione. Possibilmente, “accelerando la tempistica”.  
 
Il sospetto più forte non è taciuto dalla deputata Pd che tira fuori carte catastali e resoconti dell’agenzia delle Entrate per insinuare un nuovo dubbio: “Poco prima della cessazione della produzione di sigarette, avvenuta a settembre, le aziende Iacobucci e Korus sono entrate a far parte del consorzio In.ser Salento srl, costituita da un socio unico per un capitale di 10 mila euro”.
 
Il Consorzio ha acquistato la proprietà della struttura, spiega la deputata e “se dovesse decidere di rivendere a sua volta, non ci sarebbero più garanzie occupazionali per i lavoratori”. “Del resto – si chiede la deputata -  in periodo di crisi, quale azienda assume delle persone senza avviare la produzione?”.
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