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Ex Manifattura, una voce a favore dell'ateneo islamico: “Iniziativa lodevole”

Giovanni D'Agata, presidente de "Lo Sportello dei diritti", interviene sul progetto di riconversione dell'area di via Birago in un'università ispirata all'Islam. Sarebbe una novità nel panorama europeo, da accogliere, dice, come un'opportunità

@TM News/Infophoto

LECCE – Una voce nettamente a favore dell’apertura di un’università islamica a Lecce è quella di Giovanni D’Agata, presidente de “Lo Sportello dei diritti”. Che conferma come intorno alla prospettiva di una riqualificazione dell’area dell’ex Manifattura tabacchi, l’opinione cittadina si stia spaccando in due fronti contrapposti, con poche eccezioni di sfumature intermedie.

Non è possibile che la politica si perda in sterili dibattiti fondati su presupposti ideologici vetusti e senza alcuna apertura verso il futuro, quando si parla della possibilità concreta della realizzazione di un polo culturale di rilevanza internazionale in una piccola cittadina del Sud, da sempre tradizionale crocevia di culture e popoli.

Non bisogna più perdere tempo e non mettere alcun bastone tra le ruote alla lodevole iniziativa che a quanto pare - per come dichiarato allo stessa associazione da parte dell’avvocato Giampiero Khaled Paladini, presidente della Confime -, organizzazione di professionisti e aziende, in tutto circa 500, provenienti dalle regioni del Mezzogiorno che si stanno adoperando per la realizzazione - è in dirittura d’arrivo.

Siamo certi, infatti, che la creazione di un'università d'ispirazione islamica, la prima in Europa, in un territorio come quello salentino, da sempre propenso al dialogo e all'incontro per ragioni geografiche e storico - sociali, non possa che rappresentare un ulteriore e prezioso elemento in tal senso, rendendo il capoluogo una capitale permanente della cultura globale.

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