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Politica Piazza Tito Schipa

Loredana Capone: “Ex Massa, la storia infinita. I danni del duo Poli-Perrone”

Il candidato a sindaco del centrosinistra bolla come spot elettorali gli annunci dell'amministrazione comunale e ripercorre le tappe dell'azione urbanistica nel centro commerciale della città

 

LECCE – C’è anche una questione sentimentale che spiega, oltre alle evidenti ragioni di tipo urbanistico, l’attaccamento di Loredana Capone a Piazza Mazzini: la vice presidente della Regione, candidato a sindaco nelle amministrative di maggio, ha la sua segreteria politica proprio in uno degli edifici che dominano il cuore della parte commerciale della città, una zona piena di attività commerciali, abitazioni e auto per gran parte della giornata.

E mentre da Palazzo Carafa, arriva la eco della conferenza di presentazione del laboratorio di partecipazione per la riqualificazione della piazza, la leader del centrosinistra convoca molti dei suoi candidati e i cronisti in piazzetta Tito Schipa, a ridosso del cantiere allestito nell’area che da anni è oggetto di polemiche e di ambiziosi progetti. Con lei Carlo Salvemini, nominato vice sindaco in pectore e Sabrina Sansonetti, i due combattivi sfidanti delle primarie del 22 gennaio.

Il giudizio sulle politiche urbanistiche delle giunte “Poli-Perrone” è senza appello: “Un ritorno al passato, a cinquanta anni fa, quando davvero questa zona era la periferia di Lecce. Una umiliazione anche per chi ha investito e investe in questa area senza avere un aiuto da chi governa. Una doppia vita, quella di Piazza Mazzini. Afflitta dai problemi del traffico, della scarsità di parcheggi e dalla sporcizia, e periferia la sera tanto che negli ultimi anni, una delle zone più sicure della città ha cominciato a essere teatro di scippi, danneggiamenti, episodi di vandalismo. In quindici anni le amministrazioni di Paolo Perrone e di Adriana Poli Bortone non sono state nemmeno in grado di avviare la raccolta differenziata”.

Implacabile anche il commento su quella che stata definita “la storia infinita dell’ex Massa” e che già si deduce dalla cronologia del relativo iter amministrativo partito 15 anni addietro quando la giunta di Stefano Salvemini mosse i primi passi per la riqualificazione della piazzetta, passi poi interrotti dal rovescio elettorale del 1998.

Nel maggio del 2005 il consiglio comunale approva il “Programma triennale delle opere pubbliche”, al cui interno è prevista la realizzazione di un parcheggio interrato nell’area dell’ex caserma Massa. Aprile 2007, ultimo atto della giunta Poli Bortone: la ditta “De Nuzzo & Costruzioni srl” viene individuata per la proposta di intervento che risulta comprensiva, oltre che del parcheggio interrato su tre livelli, un mercato rionale, la ricollocazione dell’antica tettoia Liberty, un centro commerciale e direzionale e una piazza con relativo arredo urbano.

cantiere_schipa 2-2A fine 2009, siamo già nell’era di Perrone, una determina dirigenziale sancisce l’approvazione del progetto preliminare e viene indetta una gara a procedura aperta per l’affidamento. La gara va deserta e nel luglio successivo una seconda determina dispone in favore della ditta l’aggiudicazione definitiva del project financing. Il 6 dicembre del 2010 l’amministrazione comunale sottoscrive la convenzione con l’impresa. Nel marzo del 2011 il Comitato per la valorizzazione del patrimonio archeologico decide di dare corso a una serie di approfondimenti per completare gli studi già effettuati dall’Università del Salento e dalla Soprintendenza che, il 9 giugno scorso, evidenzia la necessità di una adeguata valutazione dell’interesse culturale del sito.

Il 7 febbraio di quest’anno, infine, l’ultimo sopralluogo con i tecnici e la presa d’atto che il progetto definitivo non può diventare esecutivo senza i pareri preliminari e il cantiere si ferma. “Ci ritroviamo con una ditta che ha un contratto che non può essere eseguito per la superficialità del Comune e 23 milioni di euro giacciono inutilizzati”.  Loredana Capone ha riassunto, dal suo punto di vista, il quadro: “A causa del traffico e dell’assenza di parcheggi, molti consumatori della zona hanno cominciato a spostarsi nei centri commerciali. Danno alla salute, danno alla bellezza della città, ritardi burocratici e costi ambientali. E danno anche all’economia del quartiere Mazzini. Questo è riuscito a produrre il duo Poli-Perrone a causa dell’improvvisazione, dell’incompetenze dell’incapacità.

Carlo Salvemini, pur elogiando ironicamente la “conversione” dell’amministrazione ai percorsi di partecipazione aperta per le scelte urbanistiche – elemento che rivendica insistendoci da almeno un anno e mezzo con le attività di Lecce2.0dodici -, ha chiamato l’esecutivo ad abbracciare una visione di insieme, che metta in connessione i vari punti nodali della città, senza dimenticare le marine, nell’orizzonte di una prospettiva di medio lungo periodo, rinunciando agli interventi spot.

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