Ex Saspi, in Procura un nuovo fascicolo dopo l’esposto inoltrato da FdI-An

Si apre un nuovo capitolo della vicenda giudiziaria relativa all'ex inceneritore Saspi alle porte di Lecce. A darne notizia è Tiziana Montinari, dirigente nazionale e referente territoriale per Lecce del dipartimento Tutela vittime Fratelli d'Italia-An. Sul caso già avviate altre indagini

LECCE– Si apre un nuovo capitolo della vicenda giudiziaria relativa all’ex inceneritore Saspi alle porte di Lecce. A darne notizia è Tiziana Montinari, dirigente nazionale e referente territoriale per Lecce del dipartimento Tutela vittime Fratelli d’Italia – An, la quale, nella mattinata odierna, è stata convocata presso il comando provinciale dei carabinieri. Aperto, dunque, di un ulteriore fascicolo d’indagine da parte della Procura della Repubblica. Secondo il procuratore Cataldo Motta, infatti, la vicenda e i contenuti dell’esposto presentato dall’esponente politica hanno rilievo penale.

Procura che, come ricorda la stessa Montinari, era già informata del pericolo costituito dal sito dismesso, non già per lo stato di abbandono in cui versa la struttura, comunque in parte messa in sicurezza per evitare l’ingresso a estranei, ma anche, e soprattutto, per la presenza di materiale nocivo per la salute pubblica nell’area adiacente allo stesso e denunciata in un suo precedente esposto del 17 settembre scorso.

Ma la dirigente territoriale di FdI-AN, aveva già inviato presso la Regione Puglia, all’attenzione della presidenza del Consiglio e dell’assessorato all’Ambiente, una petizione in cui si denunciava la presenza di “un avvallamento occultato da uno strato di argilla, tombata nello stile canonico dello sversamento illegale”. E non solo. La Montinari nel medesimo documento ha messo in evidenza che “nel marzo 2013 il procuratore aggiunto Ennio Cillo aveva anche aperto un fascicolo per fare chiarezza sull’ex inceneritore e cinque dirigenti dell’impianto, incaricando il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri e nominando consulenti della procura di avviare le indagini e i rilievi sul posto.

E della situazione che riguarda il sito ubicato sulla tangenziale di Lecce all’altezza dello svincolo per Lizzanello si erano occupate anche altre sigle politiche e associazioni. L’esposto di Tiaziana Montinari alla Procura leccese segue l’appello dello Sportello dei diritti, l’interrogazione della senatrice 5stelle Daniela Donno e quella del collega, parlamentare FdI-An Fabio Rampelli, del 12 settembre.

Nel testo dell’esposto la Montinari chiede che la Procura vigili affinché siano attuate le procedure consentite e si proceda alla messa in sicurezza dell’area sollecitando gli accertamenti tecnici per rilevare lo stato reale di contaminazione dell’ambiente. E parla di “bomba ecologica” pronta a esplodere e a produrre altri danni che si aggiungerebbero a una vicenda già grave a causa dello sversamento incontrollato nell’aera in questione di rifiuti di ogni genere.

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