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Comune acquisterà ex stazione servizio Agip: per farci cosa?

Accordo preliminare con l'Eni, proprietaria della struttura che sorge nei pressi dell'Obelisco. L'Ente ha chiesto all'amministrazione comunale 35mila 730 euro. Ora si aspetta la stima immobiliare dell'Agenzia del territorio

 

LECCE – Da lì ci passi mille volte al giorno ma ormai da grande non ci fai più caso. Eppure, quando erano ancora gli anni ’70 e le autoradio scricchiolavano Mina in AM, agli occhi di un bambino spalmato sul sedile posteriore di una Fiat 1100, quell’odore di super che veniva su dalle pompe mentre il cassone di fabbricazione torinese sostava sotto la tettoia ovale futurista, giusto il tempo per far dire al papà “il pieno grazie”, quella parentesi lì, con il logo del cane a sei gambe che sputa fuoco, sapeva di eccitante e vaga modernità. Agli occhi di un bambino.

Agli occhi di un adulto, oggi, quel  pezzo di archeologia industriale di fronte l’Obelisco, tra Porta Napoli, viale dell’Università e l’imbocco con via Taranto, chissà cosa deve sembrare. E soprattutto, cosa pensa possa diventare. Vedremo. Intanto con la delibera numero 894 dello scorso 31 ottobre, la giunta comunale, su relazione dell’assessore all’Urbanistica Saverio Martini, dice di volere acquistare dall’Eni, proprietaria del sito, già a suo tempo bonificato, l’edificio e l’area su cui insiste la struttura. Tutto questo per “intercorse trattative (con Eni, ndr) finalizzate a concordare le modalità di trasferimento della proprietà del sito nonché del quantum da corrispondere”.

Quantum che corrisponde a 43.233 euro, Iva compresa. E’ la modica cifra che Eni chiede al Comune di Lecce per la cessione del terreno e dell’edificio su cui sorge. Non è una cifra esorbitante se poi la destinazione d’uso della struttura, una volta resa agibile, sarà offrire servizi di pubblica utilità. D’altronde, la relazione di Martini allegata in delibera è chiara: “L’interesse all’acquisto del sito è ascrivibile alle sue peculiarità e al suo valore storico-architettonico, trattandosi di intervento riconducibile all’archeologia industriale, di cui oggi residuano poche testimonianze. Rilevante è anche l’opportunità di dare compiutezza ad un programma di recupero e valorizzazione già attuato e che ha riguardato l’area (Porta Napoli e Obelisco rimano), attigua al sito in questione”. Altra questione che ha spinto il Comune all’acquisto dell’edificio “la necessità di porre fine allo stato di abbandono in cui versa l’area, suscettibile di utilizzi impropri, con ricadute negative sia sul decoro urbano che sull’ordine pubblico e l’incolumità dei cittadini”.

1stazione agip-2Ora, prima della stipula tra il Comune di Lecce ed Eni, è necessaria, per decreto legislativo, la valutazione e stima immobiliare da parte dell’Agenzia del territorio, che sarebbe già pronta a mettersi a lavoro, tant’è che ha già quantificato l’importo della sua prestazione, 1269 euro. 

Cosa accdarà quando l'ex stazione Agip sarà di proprietà del Comune di Lecce, al momento, non si sa. Un concorso pubblico di idee (vale la pena intanto rileggere la storia quell’architettura atipica delle ex stazioni di servizio Agip), con cui chiedere ai leccesi cosa vedrebbero in quella struutura, la verità già proposto da questo giornale, non sarebbe male. 

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