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Falesia di Santa Cesarea Terme, Palazzo Spada dà il via libera al consolidamento

La pronuncia del Consiglio di Stato, che come già fatto dal Tar di Lecce ha respinto l'appello della Cem Srl, sblocca in via definitiva un'opera che servirà a drenare il dissesto idrogeologico di una delle perle del Salento. I lavori vanno all'associazione temporanea di imprese Idrogeo e Subtechnical

Costone di Santa Cesarea Terme.

LECCE – Già la seconda sezione del Tar di Lecce, a fine novembre, aveva dato il via libera ai lavori, non rilevando irregolarità nel concorso. Ora è il Consiglio di Stato a mettere la parola fine alla diatriba.

Al centro, la vicenda che riguarda la messa in sicurezza delle falesie costiere di Santa Cesarea Terme. E il pronunciamento non lascia spazio a dubbi: legittimo il concorso, legittima quindi anche l’aggiudicazione dei lavori che sono andati all’associazione temporanea di imprese Idrogeo Srl e Subtechnical Srl (aziende di Lecce e Mola di Bari).

La seconda classificata, la Cem Spa di Vico Equense, in provincia di Napoli, non si era rassegnata, decidendo di proporre appello portando la questione davanti ai giudici di Palazzo Spada. Ma anche a Roma sono state condivise le tesi difensive, rigettando i motivi di ricorso. E questo, in sintesi, perché l’intenzione sembrava quella di voler sollecitare i giudici amministrativi a sostituirsi alle valutazioni della commissione di gara, caratterizzate da un alto grado di discrezionalità tecnica.

In questo contesto, è stata rigettata anche la richiesta di nomina di un consulente, poiché questa, si evince da un passaggio, rappresenterebbe “un’ingerenza del Ctu prima e del giudice poi, in ambiti che, nei limiti dell’opinabilità e non abnormità delle relative valutazioni, sono riservati all’amministrazione”. E nel caso in analisi, non sono state riscontrare illogicità o irrazionalità nel comportamento della commissione di gara.

I giudici sono pure andati oltre, applicando una sanzione alla ditta che ha proposto appello, ritenuta responsabile della violazione del dovere di sinteticità degli atti difensivi, sancita dal codice del processo amministrativo.

La sentenza di Palazzo Spada da un lato (ed è materia per giuristi) riafferma il primato dell’attività amministrativa tecnico-discrezionale rispetto al sindacato giurisdizionale, dall’altro (ed è l’aspetto che più tocca da vicino la comunità e i fruitori della località) consente di sbloccare in via definitiva un progetto che, con un impegno di spesa di oltre 2 milioni di euro, dovrà servire a drenare il dissesto idrogeologico dell’alta costa di Santa Cesarea, una delle perle indiscusse del Salento.

L’esecuzione dei lavori, hanno sempre assicurato le aziende, non pregiudicherà la fruizione della zona marina sottostante, con il rischio quindi di provocare una flessione economica sul piano turistico. La stagione estiva è più vicina di quanto si creda. L’associazione temporanea di imprese era difesa dall’avvocato Pietro Quinto, il Comune di Santa Cesarea Terme dall’avvocato Silvestro Lazzari. 

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