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Fassino: "Perrone in ombra". La replica: "Solita solfa"

Il leader diessino in visita da Rotundo critica la candidatura del centrodestra: "Ombra polibortoniana". Sarcastico il diretto interessato: "Ben venga la badante se è per la crescità della città"

fassino-perrone

Visita con polemiche. Verso il centrodestra, ovviamente. Piero Fassino, segretario nazionale dei Democratici di sinistra, è passato da Lecce per sostenere la candidatura alla poltrona di sindaco di Antonio Rotundo. Ospite dell'associazione "Una buona azione per Lecce", in piazza Mazzini, il leader diessino ha auspicato la vittoria del deputato, ritenendo che sia al momento l'unica figura forte e rappresentativa della città.

Usando uno dei leitmotiv di questa campagna da parte della sinistra leccese, e non solo, Fassino ha rimarcato l'autorevole e costante presenza di Adriana Poli Bortone alle spalle di Paolo Perrone, quasi a sostenere che una vittoria di quest'ultimo non proporrebbe alla città una presenza significativa nelle vesti di sindaco. E concetto analogo era già stato utilizzato da Rutelli, nella visita degli scorsi giorni, oltre che da Sergio Blasi, segretario provinciale dei Ds. E partendo da temi locali, fino a giungere alla questione nazionale riguardante il governo, Fassino ha anche messo in evidenza il suo pensiero: queste elezioni amministrative non rappresenteranno, a suo giudizio, una prova politica.

E pronta è arrivata la replica del diretto interessato, il vicesindaco forzista Paolo Perrone: "Prima Rutelli, poi Blasi, ora Fassino: ecco a voi l'ultimo ritornello della sinistra disfattista, Paolo Perrone sindaco in ombra, dopo i pali e l'Iskenia, argomenti che evidentemente hanno esaurito il loro appeal elettorale, perché la gente ha capito trattarsi di sterili cantilene tese a nascondere un pauroso vuoto di idee alternative per la città".

"Paolo Perrone sindaco con ombra polibortoniana - commenta ancora Perrone -: così stamattina il segretario nazionale dei Ds, cui è stata frettolosamente impartita lezione, evidentemente, su cosa dire a Lecce. Ma io dico: ben venga la Poli badante di qua e di là, se riusciremo a fare per altri cinque anni quello che abbiamo fatto finora per Lecce, non solo in termini di arte e urbanistica, ma anche e soprattutto di crescita complessiva della città. Mi interessa infatti assai poco quello che pensa la sinistra disfattista, perché, a parte il programma elettorale di Antonio Rotundo, utopistico nella sua elencazione di argomenti tutti centralissimi, nessuno ha ancora sentito una proposta seria e concreta per la città".


"I pali sono brutti?" - si chiede ancora Perrone: "Va bene, ci dicano allora come intendono risolvere il problema dell'inquinamento: stiamo ancora aspettando di saperlo, a una settimana dal voto. Ce lo dicano Rutelli e Fassino, ce lo dica Antonio Rotundo, ce lo dica Carlo Salvemini, bravissimo a distruggere il lavoro altrui e basta: avete mai sentito uscire dalla sua bocca qualcosa di costruttivo? Mai. Perché la verità è che non hanno idee né progetti di città da proporre".

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