"Fermi", chiuse per precauzione e ulteriori controlli sei aule

Dopo il cedimento di intonaco e pignatte, sopralluogo dei vigili del fuoco. Disposti altri controlli, ma già domani potrebbe tornare tutto alla normalità. E intanto, polemica di Blocco

I vigili del fuoco durante il sopralluogo.

LECCE – Sei aule al primo piano dell’istituto tecnico industriale “Enrico Fermi” di Lecce sono state chiuse, ma per pura precauzione. Il tempo necessario che i tecnici della Provincia (ente proprietario dell’immobile) svolgano accertamenti più approfonditi.

E’ la conseguenza del distacco di parte d’intonaco e di alcune pignatte (i classici laterizi forati usati per i solai) avvenuto presumibilmente nella notte di lunedì scorso in prossimità degli ingressi di alcuni uffici interni, al pian terreno. Bisogna capire se vi siano rischi di altri piccoli cedimenti in ulteriori porzioni dell’edificio di via Merine, che potrebbero provocare ferimenti a docenti e studenti. E’ ovviamente escluso un problema più serio di tipo strutturale. Il “Fermi” è solido, ma questo non esclude che possano verificarsi altri eventi simili a quello che ha messo in allarme famiglie degli studenti e corpo docente.

Sarà, dunque, un’interdizione del tutto momentanea e probabilmente destinata a risolversi già nella mattinata di domani. Il provvedimento è stato assunto dai vigili del fuoco del Comando provinciale, che nel pomeriggio hanno svolto un sopralluogo, proprio in seguito all’allarme che l’episodio ha suscitato, e comunicato a sindaco, prefetto e Palazzo dei Celestini.

Già questa mattina, ingegneri della Provincia avevano svolto alcuni sopralluoghi per provvedere, nel più breve tempo possibile, a mettere in sicurezza il punto che ha subito il cedimento e per svolgere altre verifiche. Nel frattempo, una squadra dei vigili del fuoco è stata inviata nel primo pomeriggio a effettuare un’ispezione e capire se possano esservi problemi in altre aule e corridoi.

Non si è trattato di un collaudo o di un esame strumentale, va subito detto, ma di un accertamento a vista. Sul solaio in corrispondenza di sei aule sono stati notati elementi, come piccoli rigonfiamenti, che richiedono un riscontro più approfondito con tutti gli strumenti del caso. Ovviamente, si tratta di un atto puramente cautelare. Ma è chiaro che la prevenzione è sempre la via migliore per evitare problemi più grossi in avvenire.

LA PROTESTA

IMG-20160914-WA0022-2Tutto questo, mentre sull’inferriata esterna campeggiava ancora nel pomeriggio uno striscione polemico esposto nel corso della notte dai ragazzi che fanno capo al movimento politico giovanile Blocco studentesco: “Solai fatiscenti, pagano gli studenti”. Più tardi, lo striscione è stato accompagnato anche da una breve nota in cui gli attivisti rimarcano “le annose problematiche legate all’edilizia scolastica, che inesorabili hanno già presentato il conto in un istituto del leccese”.

“Ci dispiace dover constatare che alla vigilia di un nuovo anno scolastico, si debba tornare ad affrontare questioni annose – dice la nota diffusa da Blocco studentesco – legate in primo luogo alla precarietà dell’edilizia scolastica. Sono anni che la messa in sicurezza degli edifici, decantata come priorità dal ministro di turno, finisce con l’essere archiviata a causa dell’insufficienza dei fondi pubblici a disposizione”.

L’attacco è verso le riforme del Governo: “Prima hanno prima esautorato le Province da una serie di competenze e successivamente, hanno messo in ginocchio il sistema scolastico”. Gli studenti, dunque, richiedono un incontro con gli organi preposti alla manutenzione scolastica. “Se necessario - concludono -, faremo giungere le nostre proteste nelle più disparate sedi”.

UDS POLEMICA CON IL GOVERNO E CONTRO BLOCCO

Sul caso interviene anche l’Unione degli studenti di Puglia che rimarca: “Si tratta dell’ennesima scuola nella quale, già a settembre, si verificano episodi di questo genere: è di poche settimane fa, infatti, la chiusura della succursale del “Siciliani”, a rischio crollo, e in tutta la regione sono numerosissimi i casi simili”.

L’Uds ricorda inoltre come proprio il “Fermi”, fra sia stato interessato “solo un anno fa dagli interventi previsti da ‘Scuole nelle’, uno dei programmi della ‘Buona scuola’, a causa dei quali gli studenti avevano frequentato la scuola con orari ridotti e turni per diverse settimane”.

“Ci chiediamo se le ‘scuole belle’ siano quelle nelle quali crollano solai e soffitti con questa facilità, e soprattutto quali siano le priorità nel programmare gli interventi di edilizia scolastica. Riteniamo infatti prioritaria la messa a norma degli istituti scolastici, ma probabilmente il Governo non concorda con noi: sono stati stanziati, a livello nazionale, solo 3,9 miliardi di euro, a fronte di una spesa necessaria di 15 miliardi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici”.

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Non manca poi la polemica con Blocco studentesco, che ha affisso uno striscione all’esterno dell’edificio. “Riteniamo inaccettabile la presa di posizione di organizzazioni neofasciste che hanno ben poco interesse nella difesa reale dei diritti degli studenti, che in maniera strumentale si esprimono su tali questioni per conquistare legittimità nelle scuole. Come studenti e studentesse che vogliono un cambiamento reale nei luoghi della formazione, ci schieriamo con tutti gli studenti del Fermi che hanno rifiutato questa strumentalizzazione rivendicando il loro antifascismo”.

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