Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Fermiamo le stragi nel Mediterraneo. I sindacati reclamano politiche d’accoglienza

Giornata di mobilitazione nazionale contro le stragi di clandestini, venerdì 11 ottobre, Cgil, Cisl e Uil consegneranno al prefetto un documento in si chiede una diversa politica sull' immigrazione e di contrasto della tratta di umani

@TM News/Infophoto

LECCE - ‘Fermiamo le stragi nel Mediterraneo’: s’intitola così la giornata di mobilitazione nazionale indetta unitariamente dai tre sindacati confederali che si svolgerà venerdì 11 ottobre. Tra le tante iniziative che Cgil, Cisl e Uil stanno organizzando in tutta Italia, è previsto un appuntamento anche a Lecce: alle ore 9.30 una delegazione sindacale consegnerà un documento al prefetto, Giuliana Perrotta, con cui si chiede al governo italiano una diversa politica in materia di immigrazione e asilo.

I sindacati intendono segnalare all’autorità prefettizia anche la particolare situazione del territorio salentino, fortemente interessato dal fenomeno dei flussi migratori e dalle problematiche che riguardano le politiche migratorie e dell’accoglienza, nonché dalle questioni inerenti le condizioni di lavoro, la rivendicazione e la tutela dei diritti sul lavoro delle persone immigrate che operano nel territorio.

La tragedia di Lampedusa, infatti, si aggiunge a decine di altre che si sono consumate negli ultimi anni e che sono costate la vita ad oltre ventimila persone: esseri umani che hanno lasciato il loro Paese fuggendo da guerre e persecuzioni o alla ricerca di una vita migliore. Cgil, Cisl e Uil hanno deciso, quindi, di non restare in silenzio di fronte al ripetersi di queste tragedie.  L’intero mondo del lavoro si mobilita perché all'indignazione e al dolore possa seguire la ricerca di soluzioni concrete.

Nel merito i tre segretari generali, Salvatore Arnesano, Piero Stefanizzi e Salvatore Giannetto chiedono di realizzare un piano per la costruzione di un efficace sistema di accoglienza, anche attraverso l’impegno dell'Unione europea, che a loro dire non può esimersi dalla responsabilità  di sostenere una delle più importanti frontiere europee nel Mediterraneo. In più chiedono d’istituire corridoi umanitari per i profughi che fuggono dalle guerre, rendendo esigibili in condizioni di sicurezza, l'accesso all'asilo ed alle misure di protezione internazionale; di riformare la legislazione sull'immigrazione e dotare l'Italia di una legge organica in materia di asilo; di contrastare la tratta degli esseri umani,  anche attraverso forme efficaci di collaborazione con i Paesi di origine e di transito di migranti e profughi e colpendo duramente i trafficanti. 

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