Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Festa patronale, nuove polemiche e una proposta: "Comitato d'alto profilo"

L'ex consigliere comunale Pankiewicz e presidente dell'associazione "Valori e rinnovamento" prova a stilare qualche idea per il 2016, dopo aver sonoramente bocciato l'attuale organizzazione della festa. Dura anche Loredana Capone: "Amministrazione Perrone sorda alle critiche"

Nella foto, Loredana Capone alle spalle del sindaco Perrone. Sotto, Pankiewicz prova a sorridere durante una festa che non gli piace.

LECCE – Festa dei Santi Oronzo, Giusto e Fortunato: il dibattito continua. L’arcivescovo Domenico D’Ambrosio ha riaperto una partita che era già in atto, ieri Piero Mongelli del Codacons, i consiglieri di Pd e Udc Paolo Foresio e Luigi Melica e l’ex sindaco Adriana Poli Bortone hanno detto la loro (e non sono state rose per il sindaco Paolo Perrone), oggi arrivano altre due stoccate. Quasi a ribadire: una festa organizzata male e che sembra rappresentare la stessa gestione della città.

La prima bocciatura è di un amante doc delle tradizioni, l’ex consigliere comunale Wojtek Pankiewicz che da qualche anno presiede l’associazione “Valori e rinnovamento”. E che, a voler giocare con i termini, un rinnovamento lo chiede davvero perché così la festa non ha valore.   

“Migliaia e migliaia di leccesi, di salentini e di turisti hanno dimostrato in questi tre giorni di volere la festa patronale”. “Da che esiste l'uomo anche il momento festivo è un suo bisogno reale, ovviamente dopo altre priorità”, dice Pankiewicz, rispolverando reminescenze di antropologia. “Il momento festivo fa bene al popolo, specie alla parte più umile, che lo desidera e l'aspetta. E’ dunque una risorsa”.

Il suo anatema va contro gli “oltranzisti del no alle luminarie, no ai fuochi, no alle bande, no alle bancarelle in centro, no alla festa patronale perché i tempi sono cambiati, no alla festa patronale perché bisogna pensare ai poveri, che è cosa buona e giusta che dobbiamo fare sempre tutti, in particolare le istituzioni e la politica, anche ovviamente evitando sprechi”. Certo, ma una soluzione ci sarebbe, secondo Pankiewicz, e forse anche facilmente praticabile (crisi permettendo): ottenere sponsorizzazioni di banche e aziende. “Inoltre, se il popolo riprendesse a sentire come sua la Festa di Sant'Oronzo, nonostante la crisi economica, si potrebbe rilanciare la questua tra i commercianti e le famiglie leccesi”.

Il fatto è che il tono di quest’anno è stato fin troppo minore. Tanto che oggi ricorda quella che si potrebbe definire la fiera delle lacune: “La mancanza di vere luminarie e l'insignificanza di buona parte del resto del programma, l'assenza, per la prima volta nella storia, dei tradizionali manifesti con il programma dei festeggiamenti religiosi e di quelli civili, dei botti al mattino, del lancio di palloni aerostatici, eccetera”. Giudizio critico, quasi un voto in pagella pari a uno zero in condotta: “La peggiore di sempre, quasi un'offesa alla dignità dei leccesi e dei turisti”.

Pankiewicz ieri alla Festa-2Poi, la proposta: con “Valori e rinnovamento” si dice pronto a fornire un “disinteressato e gratuito contributo di idee, progetti ed impegno” e, per il 2016, propone la costituzione di un comitato d' alto profilo, coinvolgendo anche “personalità del mondo della cultura, dell'arte e del turismo”. Tutto, purché si “stili un programma degno di Lecce città d'arte e di cultura”. E che torni a sembrare la capitale del barocco, e non un “suk arabo”, usando le parole di Pankiewicz.

L’altro contributo al dibattito giunge dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Loredana Capone, che lunedì era in prima fila durante il discorso dell’arcivescovo in apertura della processione, proprio alle spalle di quel Perrone che ha sfidato invano nella scorsa tornata elettorale alla carica di primo cittadino. E che sembra quasi prendersi una piccola rivincita, tanto che dell’amministrazione in carica dice: “Sorda di fronte alle critiche sui rifiuti sparsi ovunque, sul caos della programmazione del traffico, sulla trascuratezza diffusa che si tocca con mano in piazza Mazzini, centro commerciale della città, nelle periferie, e persino nelle marine che, in pieno agosto, dovrebbero essere un tesoro per qualunque città ne disponga”.

“Un tesoro maltrattato, vilipeso, abbandonato”. Prosegue. E trova intollerabile “l'immobilismo e l'insostenibile inerzia dell'amministrazione”. “Non possiamo assistere allo spreco di anni di politiche di promozione e valorizzazione in Italia e all'estero che in tanti abbiamo promosso, amministratori pubblici anche di diverso colore politico e operatori privati economici, sociali, culturali”, aggiunge l’esponente del Pd alla corte di Michele Emiliano. “Non possiamo rischiare che centinaia di milioni di risorse pubbliche comunali, regionali, nazionali ed europee, che abbiamo investito per migliorare l'assetto complessivo del sistema urbano, siano sprecate”.

Anche lei sostiene che il monito di monsignor D’Ambrosio sia stato autorevole e chiaro e che vada raccolto senza perdere tempi. “Abbiamo ereditato un patrimonio straordinario di arte e di beni: il sindaco e l'amministrazione hanno il compito e la responsabilità di programmare e realizzare seriamente le attività indispensabili”.

Una cosa va però anche aggiunta. Ad oggi, in molti si sono dilettati a sparare contro la Croce rossa, ma pochi si sono messi al tavolino per stilare nuove idee. E che il dibattito riparta da qui e non vada avanti soltanto con i facili "lo sapevo, io l'avevo detto". 

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