Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Fiat Cnh, Cgil: "Nessuno si illuda, crisi non è finita"

Fiat Cnh: il sindacato Fiom Cgil mette le mani avanti e chiede la convocazione di una riunione urgente, rivolta a trovare un aiuto per quegli imprenditori che vogliono diversificare la produzione

Salvatore Bergamo, segretario Fiom di Lecce.

LECCE - Sul caso della Fiat Cnh, interviene quest'oggi il sindacato Fiom Cgil, che mette le mani avanti e chiede la convocazione di una riunione urgente, rivolta a trovare un aiuto per gli imprenditori che vogliono diversificare la produzione verso settori che danno occupazione.

L'azienda - secondo quanto spiega Salvatore Bergamo, segretario generale provinciale - avrebbe comunicato alle organizzazioni sindacali il rientro in anticipo dalla Cigc al fine di realizzare un piano di azione e riorganizzazione del lavoro a supporto del lancio del nuovo prodotto, cioè la nuova Terna, macchina Movimento Terra, che precedentemente era prodotta a Imola. In tutto questo, alcuni lavoratori leccesi, in un numero al momento imprecisato, e che sono occupati nella città emiliana, dovrebbero rientrare nel Salento. Fin qui tutto bene, secondo il sindacato: lo stabilimento leccese resta coperto da eventuali sorprese. L'azienda, però - specifica ancora Bergamo -, avrebbe comunicato anche che il mercato attualmente è al di sotto del 50 per cento dei volumi di produzione rispetto al 2007, cioè prima della crisi che ha coinvolto tutto il mercato.

"Siamo preoccupati, la crisi non è finita", dice Bergamo. "Le piccole aziende al di sotto dei 15 dipendenti vedranno il termine della Cig in deroga entro il 31 dicembre 2010, augurandoci ci possa essere una deroga anche nel 2011. Nelle altre sono in scadenza sia gli ammortizzatori ordinari che quelli per eventi improvvisi e imprevisti entro la fine dell'anno". Per questa ragione la Fiom di Lecce invita "tutte le istituzioni e forze sociali a non fare dichiarazioni illusorie ai 3mila e 500 addetti all'indotto metalmeccanico salentino, ma a convocare una riunione urgente per trovare soluzioni condivise con i tanti imprenditori salentini che vogliono diversificare la loro natura produttiva verso quei settori che oggi danno possibilità e certezze occupazionali".

SeL: "Su Cnh, destra salentina non illuda lavoratori"

Dal coordinamento provinciale di Sinistra ecologia libertà Salento si commenta con soddisfazione la notizia del rientro, con un mese e mezzo di anticipo, dei 500 lavoratori della Cnh di Lecce in Cassa integrazione straordinaria. La decisione, assunta per riorganizzare il ciclo produttivo in vista della produzione della Terna, mette al riparo lo stabilimento salentino e restituisce dignità a tante vite in bilico: "Ma questo lieto evento - affermano - non è sintomo né di ripresa né di prospettive rosee. I volumi produttivi dello stabilimento sono dimezzati rispetto al 2007, dato preoccupante e allarmante per l'indotto di circa 3500 lavoratori, quindi di 3mila e 500 famiglie, legati alla Cnh. Pesano quindi come pietre le parole del Presidente della Provincia Antonio Gabellone o del Sindaco di Lecce Paolo Perrone che parlano di nuovi investimenti in arrivo e di nuove assunzioni. Illudendo e ingannando tanti giovani: da chi, come quei 100 lavoratori interinali estromessi dalla Cnh, spera di poter tornare presto al lavoro a chi in quella fabbrica non ha mai lavorato ma ha l'ambizione di lavorarci".

"La destra salentina - ribadiscono da SeL -, anziché abbagliare e baloccarsi con i drammi personali, con le speranze e i progetti delle persone dovrebbe adoperarsi per costruire risposte alla crisi economico sociale del nostro territorio e se poi fosse così vicina agli operai potrebbe provare a fare la propria parte per impedire quel regime di controllo lesivo dei diritti di sciopero e dei diritti sociali costituzionali dei lavoratori che a Pomigliamo sta scrivendo una pagina buia di questo Paese".

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