Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Mille euro per ogni lavoratore Filanto. L’acconto come lasciapassare per il ministero

Il vertice in Provincia tra sindacati, Confindustria, istituzioni e aziende raggiunge l’accordo sull’anticipo di una delle otto mensilità arretrate. Un segno della “buona volontà” di Filanto, necessario per il tavolo interministeriale

I lavoratori davanti alla Provincia.

LECCE – Il primo appuntamento per tamponare la falla nel salario dei lavoratori Filanto, fissato oggi in  Provincia di Lecce, ha raggiunto una faticosa intesa sul versamento dell’acconto di una mensilità (pari a mille euro) per ciascun lavoratore. Da versare entro la fine del mese. E preceduta da un acconto di 50 mila euro, disponibili già all’inizio della prossima settimana. Una goccia nel mare delle otto mensilità arretrate, prelevata direttamente dai conti personali degli amministratori. La proprietà dell’impero delle calzature in decadenza, per voce di Antonio Sergio Filograno, si è quindi impegnato a scucire una cifra che raggiunge i complessivi 500 mila euro, atta a dimostrare quella “buona volontà” della parte datoriale richiesta dal ministero dello Sviluppo economico nel corso dell’ultimo incontro.  

Diversamente non si poteva fare, alla luce dell’intervento di sequestro cautelativo messo in atto dalla Guardia di finanza che ha apposto i sigilli ai beni immobili della proprietà, bloccando anche i conti correnti delle singole società afferenti al cluster. Da quel momento è saltato il banco dei giochi: ritirate le istanze di concordato preventivo presentate dalla triade Filanto spa, Zodiaco srl, Tecnosuole srl, i lavoratori sono rimasti a secco. Privati sia del salario ordinario che degli ammortizzatori sociali, mai autorizzati. 

Il cluster amministrato da Filograna, in buona sostanza, ha firmato un“biglietto da visita” da esibire nel prossimo tavolo tecnico fissato lunedì 9 settembre a Roma, tra i responsabili dei due ministeri di Sviluppo economico e Lavoro e Regione Puglia. Sono rimandate a quella sede, infatti, le valutazioni tecniche sull’autorizzazione di una cassa integrazione con effetto retroattivo. Un’impresa non da poco, che pare sfuggire alle strette maglie della normativa nazionale vigente. Ma comunque indispensabile per saldare completamente il debito contratto nei confronti delle 600 maestranze, pari ad otto mensilità di stipendio ciascuno. Conti alla mano, si parla di una cifra che raggiunge i 3 milioni e mezzo di euro.

a 016-4Questo, quindi, il risultato di tre ore buone di trattative che hanno visto impegnati i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil e relative categoria (Filctem, Femca e Uiltec), il presidente di Confindustria Lecce, Angelo Costantini, l’amministratore aziendale Antonio Sergio Filograna, il responsabile delle risorse umane Luigi Prete, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Loredana Capone, il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, il suo assessore al ramo, Ernesto Toma, il sindaco di Casarano, Gianni Stefano, la società Filanto spa e le aziende del cluster (Tomaificio srl in liquidazione, Tecnosuole srl in liquidazione, Italiana Pellami srl, Labor srl in liquidazione).

Ora i riflettori verranno posizionati sul vertice interministeriale, cui farà seguito (già l’11 settembre) il relativo confronto con sindacati e Confindustria Lecce. Propedeutico anche alla riproposizione delle istanze di concordato preventivo, già pronte, che ruotano intorno alla disponibilità di copertura economica. Nel discorso si inserisce, ovviamente, anche il programma di 50 assunzioni all’interno della società Leo Shoes srl, previsto nel nuovo, presunto piano di rilancio aziendale. “Nuovo” fino ad un certo punto, considerato che la società che avrebbe già dovuto assorbire (seppure progressivamente) 300 unità a regime, ma attualmente ne impiega 115.    

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