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Filobus, linea 1 in dirittura finale. Ecotekne può aspettare

Si torna a parlare dei ritardi nell'attivazione e del rischio di dover restituire il finanziamento statale. Il dirigente di settore rassicura: entro settembre mezzi in strada, poi si passerà alla linea 2

LECCE  - L’ennesima commissione consiliare (la decima di controllo, presidente Antonio Rotundo) sulla vicenda del filobus, dopo l’ennesima comunicazione del ministero dei Trasporti, si è conclusa con l’ennesima rassicurazione di Sergio Aversa, dirigente responsabile del settore Traffico e Mobilità, alla presenza dell'assessore Luca Pasqualini: la linea 1, con ogni probabilità, sarà a disposizione degli utenti per la fine del mese di settembre, sostituendo così le attuali 30 e 31 che percorrono l’anello intorno al centro città costituito da circonvallazione e viali.

Il via libera arriverà solo dopo il sopralluogo – il 19 settembre - dei tecnici dell’Ustif, il braccio operativo del ministero. Compiute le verifiche, ci vorrà una settimana circa per l’espletamento – come da procedura – del pre-esercizio che coinciderà anche con la formazione pratica dei quindici nuovi autisti della Sgm. Situazione sotto controllo, insomma. In realtà la data, presunta perché conseguente al ragionamento di Aversa, costituisce un primo punto di riferimento dopo una serie di rinvii nei mesi scorsi: all’inaugurazione della linea 3, quella attualmente circolante, l’allora presidente di Sgm, Gianni Peyla azzardò la tarda primavera come periodo di entrata in funzione della linea 1.

A causa della scomparsa di Pasquale Borelli, direttore di esercizio della filovia, quell’impegno politico è stato disatteso. O almeno così è stato detto. Non solo: a giugno è stato lo stesso ministero a interrompere la circolazione dei mezzi in strada, nelle more della nomina del nuovo responsabile, individuato ai primi di luglio, senza bando (su suggerimento dei tecnici romani, per far prima, si disse allora) nella persona di Salvatore Cavaliere (ingegnere con una lunga esperienza alle spalle). Ripristinata la situazione, sono state espletate, poco a poco, tutte le incombenze legate all’attivazione della seconda linea, di cui si intravede, finalmente, l’entrata in servizio.

A precisa domanda degli esponenti dell’opposizione, Aversa si è detto sereno del fatto che il Comune non perderà il finanziamento statale, di 13,2 milioni, ricevuto a suo tempo per la realizzazione dell’opera, lunga 34 chilometri. Anzi, a riprova, ha citato il costruttivo colloquio avuto dal sindaco, Paolo Perrone, con il direttore generale del ministero, il 27 luglio. Quattro giorni prima di una nuova scadenza – quella del 31- che Aversa stesso aveva indicato come dead line in una risposta ad una nota del dicastero dei Trasporti e delle infrastrutture.

commissione_x-2Insomma tutte le sollecitazioni successive alla delibera 90 del Comitato interministeriale per la programmazione economica non sarebbero null’altro che atti dovuti. Quel documento, licenziato nel dicembre del 2011 stabiliva, alla luce dei conclamati ritardi dell’amministrazione, di “informare la Procura della Corte di conti anche ai fini dell’accertamento di eventuali responsabilità erariali; di valutare la sussistenza dei presupposti per una eventuale revoca parziale del contributo assentito”. Di conseguenza si sarebbe mossa la burocrazia ministeriale, ma di fatto – questo il succo – i quattrini non sono a rischio restituzione. Durante i lavori è stata fatta anche una ricognizione del parco mezzi: quattro sono per strada (tre più uno di scorta), due sono pronti per il "varo" e altri due dovrebbero esserlo tra qualche settimana. I quattro ancora in Belgio saranno portati a Lecce nel giro di pochi giorni due alla volta, tramite trasporto su gomma.

Nella sua esposizione Aversa ha anche tentato di neutralizzare la questione delle sostenibilità economica del filobus, compendiata nella domanda di Carlo Salvemini, di Lecce Bene Comune: “Ci sono le risorse per farlo funzionare?”. Secondo il dirigente non ci dovrebbero essere ulteriori esborsi per le casse comunali posto che i nuovi mezzi rimpiazzano quelli a trazione tradizionale, non si stanno aggiungendo, cioè, all’offerta esistente anche perché la Regione Puglia da tempo ha fatto sapere di non riconoscere la filovia tra i servizi minimi (dunque rimborsabili). Ecco perché quando è partita la linea 3 del filobus si è fermata la 27 a gasolio. Per la stessa ragione la 1 (divisa in A e B a seconda della direzione di marcia) darà il cambio alla 30 e alla 31 mentre la 3 prenderà il posto della 27, statisticamente molto frequentata perché serve il campus di Ecotekne. I tempi relativi alla terza linea – in ordine cronologico di attivazione – non sono stati comunque ancora resi noti. Questo perché, ha spiegato Aversa, sono stati i tecnici dell’Ustif a chiedere al Comune di non sovrapporre gli iter.  

Perplessità dai consiglieri di minoranza: Antonio Torricelli ha sottolineato come, alla fine di questa colossale operazione, il beneficio in termini di emissioni inquinanti si sarebbe potuto raggiungere semplicemente acquistando dei mezzi elettrici, senza deturpare la città con i pali. Antonio Rotundo ha, da parte sua, chiesto ad Aversa di ripresentarsi, tra una decina di giorni, con il crono-programma, peraltro sollecitato da Roma, che possa mettere la parola fine alle proroghe e alle previsioni, che si sono sempre rivelatesi troppo ottimistiche. Ed è, quest’ultimo, un eufemismo.

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