Giovedì, 5 Agosto 2021
Politica

Fiom Cgil “fuori” dalla Fiat Cnh: negata la rappresentanza sindacale

Da ieri si vota all'interno della fabbrica leccese per l'elezione dei rappresentanti. Il sindacato non firmatario del contratto, non può presentare la lista dei candidati all'interno, ma raccoglie le firme attraverso un gazebo esterno

 

LECCE – E’ un braccio di ferro infinito, quello tra Fiat e Fiom Cgil: il sindacato, come avvenuto nel resto d’Italia, è ufficialmente “fuori” dallo stabilimento produttivo di Fiat Cnh a Lecce. Da ieri, all’interno della fabbrica che produce macchine movimento terra, gli operai sono stati chiamati a votare le rappresentanze sindacali d’azienda, Rsa, sulla base delle liste presentate da Fim, Uilm, Fismic, Ugl ed Associazione quadri e capi Fiat che hanno aderito al Ccsl, il contratto collettivo specifico di lavoro. La categoria dei metalmeccanici Cgil, imperterrita, ha proseguito nella decisione di non firmare il contratto in vigore dal primo gennaio anche a Lecce, ravvisando in quell’accordo “un’estensione del modello di Pomigliano che riduce le tutele dei lavoratori, lasciando mano libera all’ azienda”.

Per questo motivo, la propria lista di candidati non sarebbe stata ammessa: “L’azienda – denuncia Fiom - attraverso i propri legali ha comunicato che l’accettazione non è di sua competenza, mentre la commissione elettorale non ha mai risposto”

Il gazebo del sindacato, collocato all’ingresso di Cnh, ha quindi un valore politico: da questa mattina, chi vorrà firmare la lista dei candidati potrà comunque farlo, sebbene non avrà diritto ad una rappresentanza interna. Si tratta, ovviamente, di un voto di opinione, di protesta, esterno alle decisioni del Lingotto.

fiat cnh 012-3“Noi vogliamo lasciare soli gli operai. – sottolinea Salvatore Bergamo, esponente provinciale del sindacato – La Fiom è presente e continuerà a dar battaglia, non riducendosi al ruolo di mero controllore delle decisioni aziendali”. Anche il fatto che si votino le Rsa e non le Rsu, per Bergamo si tratta del sintomo di una “votazione farsa, stabilita tanto per dire che in Fiat si continua ad esercitare il diritto al voto, per quanto vuoto, visto che le nomine dei delegati vengono decise dalle segreterie”.

La democrazia “in Fiat è morta”, ripete il sindacato, sostenuto da un lavoratore che dopo 34 anni passati in Fiom, denuncia di aver perso il diritto ad essere rappresentato. L’ultimo annuncio dell’amministratore delegato Sergio Marchionne, di una integrazione tra Fiat Industrial e Cnh Global, da cui nascerebbe una nuova società di diritto olandese (newco), sebbene le intenzioni del Lingotto “di non attaccare le attività operative ed il personale”, lascia perplessi i sindacalisti leccesi.

Secondo la segretaria provinciale Annarita Morea, le ripercussioni all’interno dello stabilimento Cnh, coinvolto nel progetto, sono difficili da valutare seduta stante: “Resta, però, il dato politico di un pezzo d’Italia trasferito all’estero, sebbene si tratti di aziende che mantengono alti margini di fatturato, diversamente da ciò che accade nel settore automobilistico”. 

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