Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Fiom disponibile a trattare, ma avverte: “Nessuna deroga ai minimi salariali”

Dal sindacato nuova replica alla Supermonte di Leverano nella delicata trattativa sul futuro dei lavoratori: il segretario Bergamo pronto a contrattare su orari e turnazioni, ma chiede il pieno rispetto del Contratto nazionale

LEVERANO – Pieno rispetto del contratto nazionale e nessuna deroga sui minimi salariali: su queste due direttrici si basano le richieste della Fiom Cgil Lecce nei confronti dell’azienda Supermonte di Leverano, in una delicata trattativa che riguarda il futuro dei lavoratori. La Fiom, nei giorni scorsi, attraverso le voci dei principali rappresentanti sindacali, aveva paragonato l’atteggiamento dell’azienda ai metodi degli amministratori Fiat nella vicenda di Pomigliano.

Ma a quelle parole, era seguita la replica dei vertici aziendali, che avevano sottolineato la predisposizione sempre democratica e attenta al lavoratore del proprio agire. Oggi, la nuova replica della Fiom, che precisa, come già detto sia sui tavoli delle trattative sia a mezzo stampa, che si rende disponibile a verificare lo stato dell’azienda e a contrattare eventuali flessibilità di orari e delle turnazioni allo scopo di migliorare la produttività aziendale, fatto salvo l’impegno da parte aziendale al rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro.

“La Fiom Cgil – dichiara Salvatore Bergamo, segretario generale provinciale -, mai si renderà complice di legalizzare una deroga dei minimi salariali previsti dallo stesso, nell’Italia democratica questo ha un solo nome, e lascio all’opinione pubblica il giudizio”.

“In quanto all’accusa di falsità – prosegue -, gli attacchi personali non meritano risposte. Inoltre quanto proposto nell’accordo non ha nulla a che vedere col rispetto del Ccnl e delle leggi della Costituzione della Repubblica Italiana. La creatività e lo sviluppo aziendale non si rincorrono a discapito del salario delle lavoratrici e dei lavoratori, soprattutto quando si parla di minimi salariali previsti dal Ccnl di categoria”.

“Pertanto – conclude Bergamo - auspichiamo un ripensamento da parte dell’azienda e delle organizzazioni sindacali disposte ad avvallare la richiesta aziendale, riaprendo la discussione in maniera seria e nel rispetto delle regole contrattuali”.

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