Fitto sollecita un commissario: "Emiliano e Lopalco in confusione"

Il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione attacca il governatore e il responsabile del coordinamento epidemiologico

Raffaele Fitto.

LECCE – Secondo il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia, Raffaele Fitto, è necessario che il governo nomini un commissario per la gestione dell’emergenza sanitaria. Il motivo? “Il duo Emiliano-Lopalco ormai è totalmente in confusione e non ha più la lucidità necessaria per mettere in atto tutti i provvedimenti conseguenti per salvaguardare la salute dei pugliesi” tuona l’eurodeputato magliese.

La critica principale riguarda i tempi previsti per il tampone obbligatorio ai residenti in Puglia che rientrano da alcuni Paesi del bacino del Mediterraneo dove si segnala un numero di casi di Covid-19 giudicato preoccupante. Già nei giorni scorsi questa testata aveva rimarcato la divergenza tra i termini fissati dall’ordinanza regionale (non prima di 72 ore dal rientro) e quelli stabiliti nel provvedimento ministeriale (entro 48 ore) oltre che una “copertura” geografica differente (nel documento del ministro è citata anche la Croazia, oltre a Malta, Spagna e Grecia). Le due ordinanze sono state quasi contestuali: prima quella pugliese e poi quella nazionale voluta per uniformare la linea delle Regioni (anche Emilia Romagna, Sicilia, e Campania avevano preso iniziative simili).

“In queste ore – commenta Fitto - ci sono pugliesi in arrivo da Malta-Grecia-Spagna (ma anche Croazia, Paese non previsto dall’ordinanza pugliese, ma da quella nazionale sì) che non sanno se rispettare l’ordinanza del ministro Speranza, ovvero tamponi entro 48 ore dall’arrivo, o quella della Regione Puglia (scientificamente ispirata da Lopalco) che, al contrario prevede tamponi dopo 72 ore dall’arrivo… 72 ore che diventano anche 7-10 giorni perché il sistema non è  in grado di soddisfare le migliaia di richieste. Nel frattempo, sono costretti a restare a casa ‘sequestrati’ dalla Regione oppure uscire e diventare ‘mine vaganti’ se dovessero poi risultare positivi. Tutto questo non si sta verificando nelle altre regioni, dove sono state allestite postazioni sanitarie in aeroporto e nei porti per controllare chi arriva. In Puglia nulla di tutto questo”.

In realtà, lo dimostrano le cronache, le difficoltà sono comuni a diverse regioni, come la Lombardia. In ogni caso, però, è bene ricordare che chiunque faccia rientro da quei quattro Paesi è tenuto a rispettare l’isolamento fiduciario fino all’esito (negativo) del tampone: contravvenire a questa indicazione e quindi, come ritiene Fitto, rischiare di divenire una “mina vagante”, significa violare una disposizione ed esporsi a sanzioni fino alla denuncia penale oltre che mettere a repentaglio la salute altrui.

Per chi risiede in provincia di Lecce: queste sono le indicazioni della As (leggi qui) che annovera anche la Croazia tra i Paesi di provenienza interessati dall'ambito dell'ordinanza.

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