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Fitto al centro, tra Marti e Perrone.

Fitto al centro, tra Marti e Perrone.

Organizzazione sui territori e opposizione al governo. Fitto invita i suoi a guardare lontano

Nell'assemblea provinciale dei Conservatori e Riformisti, l'eurodeputato chiede ai suoi di avere pazienza: "I frutti di questa semina arriveranno". Ribadita la collocazione al centro dello schieramento, lontano dal patto del Nazareno e dagli estremismi della Lega Nord

LECCE - Raffaele Fitto invita i dirigenti e i militanti del movimento Conservatori e Riformisti a non avere fretta: "Questo è il tempo della semina, i frutti arriveranno", ha detto l'eurodeputato ad una platea che ha risposto alla chiamata presso l'Hotel President di Lecce per la prima assemblea provinciale.

Ratificata la nomina di Antonio Gabellone come commissario per il Salento, in attesa della costituzione democratica degli organismi dirigenti, Fitto ha annunciato per i primi mesi del 2016 la celebrazione di un congresso nazionale. Accanto a lui il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, i deputati Rocco Palese e Roberto Marti, il consigliere regionale Erio Congedo. 

L'ex ministro degli Affari Regionali ha voluto trasmettere un messaggio tranquillizzante ai suoi sostenitori preoccupati da una parte dagli equilibri interni al centrodestra a livello nazionale, dall'altra chiamati a confrontarsi con le elezioni amministrative nei comuni chiamati al voto, a partire dalla tornata delle prossima primavera.

La linea di condotta, ha indicato, è quella dell'opposizione aperta al governo Renzi e alla concorrenza interna allo schieramento con una proposta politica in grado di indicare soluzioni e non irrealizzabili promesse, di elaborare alternative evitando l'atteggiamento negativo del "tanto peggio, tanto meglio" perseguito dai leghisti. Insomma, la prospettiva è quella di affermare un modello nazionale che eroda dal centro le derive delle altre anime del centrodestra: in un verso sulle posizioni del Pd, nell'altro su quelle di Salvini, restando nell'alveo di una visione profondamente radicata nell'Europa.

Ma proprio il partito di Berlusconi sta procedendo ad una rapida riorganizzazione in provincia e allora è necessario tenere il passo: contrapponendo però la selezione della classe dirigente attraverso le primarie, al sistema tradizionale di nomine in Forza Italia. 

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