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Luci ed ombre dell’ateneo salentino. Il rettore Zara: “Aumentano le iscrizioni”

Zara ed il direttore generale Fedora hanno elencato i punti di forza e di debolezza dell'università nel corso di un forum, esponendo anche i progetti di edilizia

Il rettore assieme al direttore generale

LECCE – Aumenta, anche se di poco, il numero delle immatricolazioni nell’università del Salento. Ma l’ateneo è alle prese con i soliti nodi da sciogliere. Il primo tra tutti è quello delle politiche di finanziamento della ricerca nei confronti delle quali le comunità accademiche del Sud si sentono, puntualmente, penalizzate. Ed i rischi che la qualità della ricerca dimostrata dagli studiosi salentini non sia premiata dal corrispettivo della quota di finanziamento sono piuttosto concreti. Ne hanno discusso, insieme alla stampa locale, il rettore Vincenzo Zara ed il direttore generale Emanuele Fidora. Sul tavolo del forum organizzato questa mattina presso la sede del rettorato sono stati affrontati tutti i temi scottanti: fondi alla ricerca; programmazione edilizia; dati su iscrizioni; prossimi appuntamenti d’ateneo.

Per quanto riguarda il primo punto è necessaria una premessa: la qualità della ricerca prodotta da ciascuna università è calcolata con la campagna Vqr (acronimo della valutazione della qualità della ricerca, appunto). L’analisi di questi dati parte dal conferimento dei prodotti (ovvero le pubblicazioni) che ciascun docente è chiamato a caricare in un data base. Più alto sarà il numero complessivo dei prodotti, più alta sarà la percentuale di valutazione. Nel corso della campagna Vqr 2011-2014, ha spiegato il rettore, la maggior parte degli atenei (anche di grosse dimensioni) ha registrato percentuali di conferimento dei prodotti prossime al 90 percento mentre UniSalento, ad oggi, si attesta intorno al 70 percento.  Perché la soglia è così bassa, dunque? E’ accaduto che molti professori (in particolare quelli dell’area sociologica) abbiano deciso di non caricare le due pubblicazioni richieste, in segno di protesta contro il blocco degli scatti stipendiali. La mobilitazione è scattata capillarmente sul territorio nazionale, ma la risposta degli atenei e dei singoli dipartimenti non è stata omogenea.

La percentuale bassa di conferimenti ha un riverbero negativo sulla quota premiale che spetta ad UniSalento. Il rettore Zara, che pur ha concesso piena libertà decisionale, è corso ai ripari lanciando un appello alla comunità accademica: un grido d’allarme cui molti hanno risposto, facendo salire la percentuale da 57 all’attuale 70. Ma non basta: il dato è ancora al di sotto della soglia nazionale. “Ed è un peccato – commenta Zara – perché nella scorsa valutazione non erano mancate punte di eccellenza considerando che 6 aree su 14 si erano distinte nel panorama italiano”.

In seconda battuta, Zara e Fedora hanno resi noti i progetti approvati nel settore dell’edilizia universitaria, con un occhio particolare per le iniziative che rientrano nel Piano per il Sud. Il programma prevede lo stanziamento di 20 milioni di euro destinati alla ristrutturazione degli immobili e la costruzione di nuovi edifici nel polo urbano: uno stabile nel complesso dell’ex Centro ricerche agricoltura per le attività didattiche delle Facoltà umanistiche (8 milioni di euro); opere di ristrutturazione e riqualificazione dell’ex Istituto Garibaldi per la realizzazione di una biblioteca e di ambienti destinati ad attività di supporto all’internazionalizzazione dell’ateneo (9 milioni di euro).

La programmazione triennale ha previsto lo stanziamento di fondi (25 milioni euro totali) anche per costruire nel polo extraurbano: 8 milioni per un edificio con biblioteca e grandi aule studio e laboratori su tre piani; 7 milioni per il centro Came (centro ateneo multimedialità ed e-learning); i restanti 9 per un edificio destinato a laboratori attrezzati, postazioni studio e servizi avanzati per le esigenze didattiche dei corsi di laurea delle facoltà scientifiche. Tutti gli interventi avranno inizio nel corso del 2016 e si estenderanno fino al 2018.

L’università ha previsto anche interventi di ristrutturazione che non sono ricompresi nel Piano per il Sud, con relativo preventivo economico, necessari per garantire agibilità, sicurezza, prevenzione degli incendi e destinati, nel dettaglio, all’edificio La stecca, sede della facoltà di Ingegneria, all’ex Collegio Fiorini, sede dei corsi di laurea di Matematica e Fisica, all’ex Inapli, all’edificio ex Principe Umberto (recentemente ristrutturato con i fondi del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche) che richiede opere di completamento. Al momento, avvisa Zara, risulta disponibile solo la somma di 300mila euro, destinata al completamento di quest’ultimo immobile.

Per quanto riguarda le iscrizioni, i dati sono confortanti e collocano UniSalento tra le prime 25 università statali italiane e tra le prime 5 dell’Italia meridionale.: le immatricolazioni ai corsi di laurea triennali e magistrali a ciclo unico sono salite a 3 mila 661, con un incremento pari a 93 unità rispetto all’anno precedente, corrispondente al +2,6 percento. Aumenterà, avvisa il rettore, anche il numero totale degli iscritti, che al momento si aggira sui 16 mila 500.

Tra i prossimi appuntamenti dell’ateneo, infine, due iniziative meritano una segnalazione particolare. Il 12 marzo appuntamento con “Diamoci una mano di bianco”:  con tute, rulli e pennelli si darà, appunto, una mano di bianco ad alcuni muri della storica sede dell’ateneo. Il 21 marzo si terrà l’evento “Per una primavera delle università”, iniziativa nazionale promossa dalla Crui, che prevede dibattiti pubblici con l’obiettivo di “riaffermare il ruolo strategico della ricerca e dell’alta formazione per il futuro del Paese”.

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