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Forza Italia contro lo “scippo” della Ss 275. Il discusso progetto può perdere i fondi

Per il 31 ottobre il "Comitato 4 corsie" ha convocato una manifestazione con cittadini e amministratori. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato del luglio scorso, Anas è davanti a un bivio: annullare la gara o risarcire le imprese ricorrenti

LECCE – Ci sarà tutto il partito di Forza Italia alla manifestazione per il raddoppio della strada statale 275, in programma il 31 ottobre sul lungomare di Santa Maria di Leuca con cittadini e amministratori del Basso Salento e del Capo di Leuca. Per dire che il progetto non può essere messo nel cassetto e che le comunità interessate non possono essere abbandonate a percorrere una strada poco sicura. La decisione è stata presa nel corso del coordinamento provinciale che si è tenuto questa mattina, su proposta di Antonio Gabellone.

L’iniziativa è stata convocata dal “Comitato 4 corsie” nel momento in cui ha preso corpo il timore che il governo nazionale possa dirottare i 290 milioni già previsti per la discussa infrastruttura su altre opere inserite nel decreto “Sblocca Italia”. Ma perché l’esecutivo si starebbe orientando in quella direzione? La risposta sta nella sentenza del Consiglio di Stato che nel luglio scorso ha decretato l’illegittimità della procedura. I giudici della quarta sezione di Palazzo Spada hanno in quell’occasione riformato il giudizio del Tar di Lecce che aveva invece respinto il ricorso dell’associazione temporanea di imprese giunta quarta. Ma per il Consiglio di Stato nel procedimento ci sono state macroscopiche illegittimità.

Ad Anas non resta quindi che annullare in autotutela la gara o procedere al pagamento di circa 10 milioni di euro nei confronti dell’Ati esclusa: una possibilità concessa solo perché l’opera è considerata di interesse nazionale, ma che per i ricorrenti rappresenta poca cosa a fronte dell’opportunità di poter realizzare il progetto di cui manca ancora la versione definitiva e relativa approvazione. Intanto lo stesso premier, Matteo Renzi, interessato della vicenda ha dato mandato ai suoi uffici di verificare tutto l’iter percorso fino ad oggi.

Si è complicata così, quasi inaspettatamente, una vicenda che sembrava oramai avviata verso l’apertura dei cantieri posto che tutti i ricorsi delle associazioni ambientaliste e dei proprietari dei fondi da espropriare lungo il tracciato del raddoppio sono stati respinti al mittente. E dire che di palesi irregolarità ha parlato con insistenza e per tanto tempo il comitato Sos 275 che ha contestato sin dall’inizio il progetto dell’ampliamento e parziale rifacimento della strada che collega Maglie al Capo di Leuca. 

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