Lunedì, 21 Giugno 2021
Politica

Il centrodestra vuole l’albergo diffuso: “Un no ideologico per una pessima figura”

Rocco Palese, Aldo Aloisi e Saverio Congedo di Forza Italia attaccano la Regione Puglia per la posizione contraria assunta sul progetto presentato da due investitori inglesi: "Un caso che legittimerebbe le dimissioni in massa"

Rocco Palese.

LECCE - “Nella nostra regione non si fa in tempo a gioire per un isolato primato dovuto più che altro alla capacità delle nostre imprese (primi nell’export), che c’è da piangere per occasioni di lavoro e sviluppo perse, con annesse figuracce internazionali”. E’ il commento di Rocco Palese, deputato salentino di Forza Italia alla vicenda che oppone il governo Vendola ai titolari inglesi di un progetto per la costruzione di un albergo diffuso in un uliveto nella zona di Sant’Isidoro (Nardò).

Per l’esponente forzista quella regionale è una posizione viziata da pregiudizio ideologico: “La Commissione Europea  - aggiunge Palese - stima che la burocrazia costa alle imprese italiane circa 30 miliardi l’anno e migliaia di posti di lavoro in meno, ma andrebbe fatta una stima su quanto è costata in questi dieci anni alla Puglia la politica dei no ideologici del Governo Vendola che ha fatto scappare dalla nostra regione decine di investitori stranieri disposti a creare lavoro e sviluppo. E’ imperdonabile che un progetto ed una proposta del genere piuttosto che essere oggetto di grande attenzione ed approfondimento da parte della Regione, siano stati addirittura snobbati. E’ imperdonabile ed è ora che la Puglia dica basta”.

Non ha parole meno severe il consigliere regionale Aldo Aloisi, anch’egli di Forza Italia: “Il caso degli imprenditori inglesi che hanno sbattuto la porta, facendo dietrofront sul resort di Nardo', legittimerebbe le dimissioni di massa di questo centrosinistra. Una vergogna che ammazza un territorio affamato di lavoro e dimentica teorie keynesiane sugli investimenti. Per cosa? Per limiti del piano paesaggistico smentiti persino dal Tar. E per queste ragioni inesistenti, la giunta ha sfilato il cartellino rosso per imprenditori pronti ad investire 70 milioni di euro nel Salento, con straordinarie ricadute occupazionali. E’ un’offesa, una ferita profondissima inferta al nostro territorio”.

In piena sintonia con i colleghi di partito il vice capogruppo regionale Saverio Congedo: “Una Puglia del ‘no a tutto’, dove è impossibile investire anche in iniziative ecocompatibili a causa dell’oppressione burocratica regionale. è questa l’immagine che sta rimbalzando sulla stampa nazionale ed estera. Quali imprenditori potrebbero venire ad investire da noi, dopo questo caso eclatante? Una vicenda che più viene approfondita e più rivela profili inquietanti sull’approccio ideologico che provoca la fuga degli investitori dalla ‘Puglia migliore’ di Vendola e del centrosinistra”.

“Se non fosse una questione tanto delicata per il Salento e tutto il territorio – prosegue Congedo -, potremmo liquidarla come l’ennesima défaillance di un centrosinistra che proclama la ‘burocrazia zero’  e pratica l’ostilità alle imprese. La crisi sta divorando il nostro sistema e la Puglia paga forse un prezzo anche più salato rispetto ad altre regioni, con la maggior parte degli indici economici in negativo. Ciò rende ancora più offensivo l'accaduto nei confronti di una popolazione che ha fame di opportunità per crescere”. E sull’annuncio del presidente Vendola di un dossier da presentare il procura, il consigliere di Forza Italia ha chiosato: “Vorremmo capire di quali opacità parla”.

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