Rifiuti e discariche: tra campagna elettorale e ricorsi, emergenza dietro l’angolo

Stop al nuovo impianto di servizio di Corigliano d'Otranto, Forza Italia insorge e attacca Blasi. I sindaci denunciano l'esaurimento dei volumi a Cavallino e Ugento. Ma intanto 40 comuni salentini si sono rivolti a Napolitano per l'ecotassa

I consiglieri regionali in conferenza stampa.

LECCE – Sinistra contro sinistra. Sulla nuova discarica di Corigliano d’Otranto, per smontare la versione di Sergio Blasi, del Pd, Forza Italia ha fornito ai cronisti il resoconto stenografico della seduta del 5 maggio del consiglio regionale. Durante il quale l’assessore all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha alluso al tentativo di “costruire carriere a scapito della Regione stessa e dei territori che si vorrebbe tutelare”. Nessun riferimento esplicito, ma il contesto parla chiaro: ci sono pochi dubbi sul fatto che il destinatario del passaggio fosse proprio l’ex segretario regionale dei democratici che ieri ha ottenuto, sempre nella stessa sede, l’approvazione di un ordine del giorno che di fatto congela la destinazione dell’impianto di Corigliano come discarica di servizio di quella di Poggiardo.

Sulla base del documento approvato ieri nel comune della Grecìa Salentina potranno giungere da Poggiardo solo rifiuti resi inerti dopo un apposito trattamento, per attivare il quale è però necessario un investimento con finanziamenti regionali per i quali Nicastro si è detto comunque pronto. Secondo i consiglieri regionale di Forza Italia, l'assessore ha stravolto la sua posizione in poche ore per dare un contentino spendibile politicamente da Blasi sul territorio, se è vero che il 5 maggio l’assessore aveva dichiarato quanto segue con riferimento al Piano regionale dei rifiuti: “Non è possibile sfilare un solo impianto senza che questo, per effetto domino significhi evidentemente mandare in emergenza l’intera regione Puglia”.

Aldo Aloisi, in conferenza stampa, questa mattina, è andato giù pesante: “Blasi era un uomo solo, sconfitto dal tempo e dal ragionamento”. Per i consiglieri di centrodestra nella maggioranza sono in corso scosse sismiche, di cui questa vicenda sarebbe l’ennesima dimostrazione: da una parte un’amministrazione chiamata a fare scelte, dall’altra esponenti in perenne ricerca di consenso. Erio Congedo ha posto alcune questioni sul tavolo: la prima di ordine giuridico, se cioè un semplice ordine del giorno può modificare il piano dei rifiuti; la seconda di tipo pratico: dove andranno a finire i rifiuti che intanto non possono essere portati a Corigliano, posto che Ugento e Cavallino viaggiano verso l’esaurimento della capienza.

Il presidente della Provincia, Antonio Gabellone, ha respinto al mittente l’accusa “propagandistica” per la quale solo il centrosinistra sarebbe interessato alla tutela della qualità della falda e quindi dell’acqua. Perché il problema  sta proprio lì: nel timore che il percolato possa inquinare i pozzi. Il problema è sorto quando, nel 2009, sono stati scoperti rifiuti accatastati lungo il versante esterno della vecchia discarica. Da allora si sono innescate una serie di complicazioni e l’atteggiamento dell’amministrazione comunale di Corigliano – nella Conferenza dei servizi del febbraio del 2010 – è divenuto di assoluta opposizione alla costruzione del nuovo impianto, mentre sia per la Provincia di Lecce che per l’Ato i lavori del cantiere avrebbero apportato maggiore sicurezza ad una situazione di rischio derivante solo ed esclusivamente dalla vecchia discarica.

lombardi_ferraro-2Alla conferenza di oggi, oltre ai consiglieri Luigi Mazzei e Antonio Barba, erano presenti anche i sindaci di Cavallino, Michele Lombardi, e di Acquarica del Capo, Francesco Ferraro, il comune più vicino alla discarica di Ugento. Per loro la situazione è già di emergenza e, al massimo dopo l’estate, i rifiuti finiranno per strada perché le discariche non potranno più contenerli. In effetti anche l’assessore Nicastro, nel suo intervento, ha ripetuto più volte la parola “emergenza”, ma rivelandone una faccia che tira in ballo anche il centrodestra.

Secondo il rappresentante della giunta, infatti, non si può da una parte invocare l’allarme e dall’altra rischiare di aggravare la situazione con il ricorso al Capo dello Stato: “L’unico segnale di vita positivo che viene, a parte pochissime realtà virtuose sul tema della raccolta differenziata, è quello dell’impugnativa da parte di 40 Comuni, quindi parliamo quasi della metà dei comuni del Salento, delle determine regionali di entrata in vigore di modulazione della norma sull’ecotassa che, come sappiamo, ha proprie finalità premiali, per un verso, e di stimolo, per altro verso, per la raccolta differenziata. Questo è il segnale che proviene dal Salento: quello del ricorso al Presidente della Repubblica, perché nel frattempo sono scaduti i termini per il ricorso al Tar, quindi, quello che non si è riusciti a far entrare dalla porta, si tenta adesso di farlo entrare dalla finestra”.

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In pratica il ragionamento dell’esponente del governo regionale richiama uno dei nodi più drammatici, insieme alla mancanza degli impianti pubblici di compostaggio, della filiera dei rifiuti: la percentuale troppo bassa di raccolta differenziata. Se questa fosse a regime anche la questione della nuova discarica di Corigliano d’Otranto avrebbe una eco molto minore perché le quantità di biostabilizzato sarebbero molto minori di quelle attuali.

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