Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Forza Italia dopo il Puglia Pride: “Da Vendola nessuna lezione sulla libertà”

D'Autilia e Alfarano replicano al governatore che aveva stigmatizzato l'assenza dell'amministrazione. In Fratelli d'Italia emerge il dissenso del portavoce cittadino: "Vogliamo una destra nuova. La famiglia non è solo quella del Mulino Bianco"

Nichi Vendola nel suo intervento al termine del Puglia Pride.

LECCE – Da Voltaire a Luther King. Fioccano le citazioni da parte di esponenti di Forza Italia a proposito delle polemiche seguite alla celebrazione della parata finale del Puglia Pride. L’assenza dell’amministrazione comunale da una manifestazione cui aveva concesso il patrocinio – prima della partenza del corteo si è però notata la presenza dell’assessore all’Ambiente, Andrea Guido – non è passata inosservata: il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha parlato di istituzioni che puzzano di Medioevo.

“La mia libertà finisce dove comincia la vostra” diceva uno dei più straordinari uomini che il Novecento abbia conosciuto, protagonista contro la segregazione razziale negli Stati Uniti. Con le sue parole inizia la replica di Damiano D’Autilia, capogruppo in consiglio comunale: Non si è trattato di una assenza calcolata: ognuno di noi ha fatto ciò che sentiva. Che sia chiaro. Chi ha sfilato al corteo è stato libero di farlo; chi ha preferito non esserci, deve essere altrettanto libero di non aver voluto partecipare. Altrimenti, si è soltanto predicatori strumentali di una libertà che poi al primo intoppo si ‘polverizza’”.

“Nel mio piccolo, ma penso di raccogliere il pensiero di tanti colleghi di partito e di banco al consiglio comunale – prosegue il capogruppo - ritengo che la vera vittoria degli omosessuali sarà quella di non avere più bisogno di gridare i propri diritti in un Pride. Quando non esisterà più il gay Pride, così come non esiste l'etero Pride, lì avremo davvero vinto la battaglia dei diritti civili.  Ora, non credendoci, non partecipo. E nessuno deve dirmi nulla. Come io nulla ho detto a chi ha partecipato. Su questi temi, mai fare di tutta l'erba un fascio”.

D’Autilia liquida anche le critiche interne alla maggioranza. Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale aveva chiesto di non concedere il patrocinio alla parata. E il giorno dopo il corteo sono piovute polemiche anche da parte di Andrea Caroppo, consigliere comunale di centrodestra: “Rispetto a qualcuno che non ha condiviso, c'è tutta un’amministrazione che rispetta, e non attraverso un patrocinio o una presenza, ma con la cultura del pensiero libero (che è ciò che davvero conta) di una città che si è candidata a Capitale europea della Cultura perché ha i requisiti per farlo, a partire dalla libertà di pensiero e dal rispetto per i diritti civili”.

“Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle”. Parte invece da uno dei pilastri dell’Illuminismo l’argomentazione di Massimo Alfarano: “Evidentemente il governatore Vendola dimostra di essere aperto e liberale con le teorie che gli aggradano e oscurantista ed intransigente con chi la pensa in maniera diversa da lui. Il Comune di Lecce, porta d’Europa e città del mondo, ha dato il proprio patrocinio alla manifestazione del Puglia Pride dando la possibilità, a chi voleva esprimere le proprie idee, di poterlo fare anche sotto il cappello istituzionale del Comune di Lecce che, anche per questa sua ampiezza di vedute e per questo suo modo di rispettare il prossimo, si candida ad essere Capitale europea della Cultura per il 2019.Che poi il Sindaco o tutti gli amministratori, come il sottoscritto, che hanno condiviso la manifestazione ma non vi hanno partecipato debbano essere tacciati di aver assunto comportamenti medievali è una forma di  intolleranza che va respinta al mittente. Dare a tutti la possibilità di manifestare le proprie idee non significa condividerle ma rispettarle.

Nel centrodestra c’è anche chi si smarca dal suo stesso partito, assumendo con sincerità e chiarezza una posizione minoritaria. E’ il caso di Massimo Fragola, portavoce cittadino componente assemblea nazionale, che parte proprio dalla questione del patrocinio per sviluppare un concetto più ampio: “Oltre che concederlo sarebbe stato bello onorarlo ed invece il Comune di Lecce, o meglio la maggioranza, ha disertato la manifestazione del Gay Pride. Un vero peccato perché in politica bisogna avere coraggio e non serve nascondersi nelle cose dette ma non fatte o fatte a metà. Ritengo che l'amministrazione leccese avesse davvero fatto un passo avanti concedendo il patrocinio al Gay Pride smentendo e allontanando le voci di una destra sempre bigotta ancora antica o ancora più grave omofoba.

"Ma forse - prosegue Fragola - ci sono ancora paure che vanno sicuramente smarcate. Credo sia necessario andare oltre determinati steccati, se vogliamo essere una destra moderna dobbiamo smetterla di pensare alla famiglia solo come quella del Mulino Bianco. I tempi sono cambiati. Ci sono nuove situazioni familiari che necessitano tutele legislative; serve un adeguamento ai nuovi bisogni della società. Non possiamo accettare che ancora oggi qualcuno consideri il gay (uomo o donna) un malato o un diverso, non è accettabile nel 2014. Anche in Fratelli d’Italia c'è un confronto costruttivo sul tema, vogliamo essere una destra nuova e chi alza barricate dovrà farsene una ragione”. Nel partito di Giorgia Meloni si è discusso apertamente della manifestazione che si sarebbe svolta a Lecce e la posizione di Fragola, seppur minoritaria, non è isolata. E' abbastanza chiaro che in questa circostanza sono emersi i diversi presupposti culturali propri della corrente di formazione cattolica e tradizionalista e quelli della parte più laica ed europea.

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