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Scintille sul fotovoltaico, Regione e Comune si rimpallano le responsabilità

Dopo la conferenza stampa di Martini, Loredana Capone risponde: "Via Scotellaro, dichiarazioni sorprendenti". Ma subito arriva la replica: "La Regione non cambi le carte in tavola, chiamando in causa l'amministrazione comunale"

A sinistra, l'assessore Martini.

 

LECCE – Il giorno dopo la conferenza stampa dell’assessore comunale Severo Martini sugli impianti fotovoltaici alle porte di Lecce, infuria la polemica. La vicepresidente regionale Loredana Capone si dice sorpresa dall’attribuzione di responsabilità all’ente di via Capruzzi, e genera un’immediata replica da parte dello stesso Martini. “Sorprende non poco quanto dichiarato dall'assessore all'Urbanistica del Comune di Lecce circa le responsabilità della Regione in riferimento alla realizzazione degli impianti fotovoltaici in via Scotellaro”, esordisce Loredana Capone.

“Gli impianti in questione saranno indubbiamente stati progettatati al meglio, anche in considerazione del fatto che, per almeno uno dei due – prosegue -, la progettazione è stata affidata dall'ingegfner Martini; ma non è affatto vero che la normativa regionale sulle Dia privava i Comuni della possibilità di un intervento a tutela di aree del territorio ritenute non idonee all'insediamento di parchi”.

“Al contrario – spiega la vicepresidente della Regione -, la legge regionale numero 31 del 2008 riconosceva espressamente ai Comuni il potere di individuare aree ritenute non idonee con deliberazione consiliare non soggetta ad alcun controllo da parte della Regione. Il Comune di Lecce, come altri Comuni, non ha ritenuto di esercitare tale potere; e, nel bene e nel male, di tale scelta deve assumere la relativa responsabilità”, conclude.

Ma a stretto giro, pronta è la replica di Martini. “Comprendo bene il disagio maturato in questa vicenda da Loredana Capone. D’altronde – dice - mi sembra chiaro come il sole che una situazione del genere sia indifendibile. Per questo invito la vicepresidente della Regione Puglia ad  assumersi tutte le responsabilità delle scelte compiute dalla sua giunta regionale in tema di energie rinnovabili”.

“Non si può tentare di cambiare le carte in tavola chiamando in causa in questa vicenda l’amministrazione comunale. Loredana Capone – prosegue l’assessore dell’amministrazione tarata Paolo Perrone - sa bene che quella varata dalla Regione Puglia è una legge assurda, grazie alla quale si è consentito a chicchessia di realizzare un campo fotovoltaico su un terreno agricolo con una semplice Denuncia inizio attività, lo stesso procedimento amministrativo, tanto per capirci, adottato da un normale cittadino che intenda aprire una finestra all’interno della propria abitazione. Una legge, la numero 31 del 2008, paradossale, illogica e inammissibile, tanto che la Corte costituzionale, con un’apposita sentenza nel marzo del 2010, l’ha definita incostituzionale, bocciando sonoramente le politiche regionali in materia di energie rinnovabili”.

Martini aggiunge anche che nell’agosto dello stesso anno, per evitare che la Regione pagasse forti risarcimenti alle aziende che avevano avviato l’attività, facendo riferimento a quella legge, “il governo nazionale è stato costretto ad emanare il cosiddetto decreto salva-Puglia che ha sanato soltanto le situazioni preesistenti, quelle nelle quali le istruttorie erano già state avviate, lasciando intatto il restante dispositivo della Corte costituzionale”. 

“Purtroppo, Lecce, al pari di numerosi comuni pugliesi, è soltanto una vittima delle scellerate politiche ambientali messe in campo dal presidente Vendola e della sua giunta che hanno finito per devastare il nostro territorio, com’è sotto gli occhi di tutti.  Difendere scelte indifendibili perpetuate dalla Regione Puglia – conclude Martini - non è stato un buon esordio per la candidata alla carica di sindaco del Comune di Lecce”.

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