Fratelli d'Italia oltre le macerie elettorali: in aula con cinque componenti

Il partito rivendica il risultato, pari al 7,11 percento. Ai due eletti Guido e Giordano-Anguilla, si uniranno oltre a Congedo, anche Pala e Pasquino

I banchi della minoranza.

LECCE – Nel centrodestra leccese prosegue la riflessione dopo la batosta elettorale che, sostanzialmente, ha estromesso gran parte della classe dirigente: dei 17 consiglieri uscenti, infatti, restano in sella Andrea Guido, Severo Martini, Giorgio Pala e Luciano Battista.

A loro si aggiungono Raffaele Giordano Anguilla (figlio di Michele Giordano, uscente), Andrea Pasquino, Gianmaria Greco (figlio di Fiorino, già sindaco di Novoli e consigliere fino al 2017) e Oronzino Tramacere (anche lui già consigliere fino al 2017). Sempre ascrivibili al centrodestra Gianpaolo Scorrano e Adriana Poli Bortone, che ha avuto il 9,6 percento. Tra i banchi della minoranza anche Arturo Baglivo, il candidato del M5S.

I vertici locali di Fratelli d’Italia non esitano a parlare di “definitivo crollo di un centrodestra stanco e sfilacciato”, ma d’altra parte rivendicano il ruolo di primo partito della coalizione, passato dal 5,66 percento del giugno 2017 al 7,11: gli eletti sono Andrea Guido e Raffaele Giordano Anguilla, ma il gruppo – fanno sapere il coordinatore provinciale, Pierpaolo Signore e quello cittadino, Antonio Mazzotta – potrà contare anche su Giorgio Pala (Lecce Città del Mondo ma nel 2017 in Fdi) e Andrea Pasquino (Congedo sindaco). Il capitano di questa squadra sarà naturalmente Saverio Congedo, che di FdI è anche il coordinatore regionale.

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La rivendicazione del risultato, sottolineano Signore e Mazzotta, è corroborato dal risultato del partito della Meloni alle contestuali elezioni europee: l’11,90 per cento a livello provinciale, l’11 ,24 su base cittadina: “Questo era dovuto – scrivono i coordinatori - anche per rendere merito e conto dell'intenso lavoro svolto da un'intera classe dirigente, cittadina e provinciale, che si è sempre spesa con lo scopo di mantenere viva la nostra tradizione politica e culturale e guardare al futuro di Fratelli d'Italia come partito faro di una destra moderna, sociale e popolare a cui si ispira il nostro presidente Giorgia Meloni”.

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