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"Frequenze padane? Le radio locali trasmettano al Nord"

Proposta della senatrice Poli Bortone in risposta alla richiesta di Radio Padania di piazzare un ripetitore ad Alessano per trasmettere le proprie frequenze: "Risvegliamo al Nord il nostro orgoglio"

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LECCE - Frequenze padane che trasmettono dal Tacco d'Italia? Si può fare, ma solo nella logica del "do ut des", ossia con radio del Sud fatte sbarcare al Nord, sulle sponde del Po'. Una questione di equità, rilanciata oggi dalla senatrice di Io Sud, Adriana Poli Bortone, che replica alla richiesta dell'emittente leghista di un ripetitore ad Alessano per mandare in onda anche nel Salento la propria programmazione radiofonica.

"E' giusto - afferma la Poli Bortone - che si conoscano le realtà di altre regioni d' Italia ed è per questo che invito le emittenti radiofoniche locali a far richiesta per diffondere nel Nord Italia la cultura del nostro Mezzogiorno": la proposta dell'ex sindaco di Lecce potrebbe anche intendersi come una risposta provocatoria al caso di queste ultime ore, ma di fatto si caratterizza anche come un invito aperto alle emittenti locali del territorio a "riaccendere gli animi dei tanti meridionali che si trovano nel Nord Italia, per rinvigorire l'orgoglio della loro appartenenza e contemporaneamente far conoscere agli stessi settentrionali la realtà di chi si sente orgogliosamente terrone".

Del resto, secondo la Poli "la cultura meridionale potrebbe sorprendere i settentrionali sempre e solo proiettati nelle loro cose e pronti a denigrare il Sud". Questo un breve riepilogo dei fatti: nei giorni scorsi, è pervenuta al comune di Alessano una richiesta per l'installazione di un ripetitore, che permetta di trasmettere le frequenze di Radio Padania (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=22802). La domanda, seppur imbarazzante per la marcata matrice ideologica, è al vaglio degli uffici del piccolo comune salentino, che ne valuterà nelle prossime settimane l'approvazione.

Il dibattito, dunque, si accende e non sembra potersi esaurire intorno alla mera questione di una antenna da installare; si tratta, semmai, di un problema culturale, laddove la Puglia e, in special modo il Salento, hanno sempre mostrato il proprio profilo di accoglienza delle diversità. Il virus padano dell'intolleranza resta un dato incontrovertibile e, come si sa, "natura non facit saltus": per questo è una diversità che può disturbare e preoccupare, perché colpisce i luoghi stessi che oggi sembra voler occupare e la sensibilità di chi li abita, seppur nella burocratica legittimità della richiesta.

La responsabile risposta del sindaco di Alessano, Luigi Nicolardi, affidata alle pagine di LeccePrima, rappresenta forse la più lucida analisi di questo piccolo caso mediatico e si connota per radicamento alle origini (il Salento è appunto terra di accoglienza e come tale non è preclusa a nessuno) e per democrazia, in quanto, principio basilare dell'Italia unita è che tutti possano trovare spazio per esprimere la propria opinione. Come direbbe Voltaire "Non condivido la tua opinione, ma darei la vita perché tu possa esprimerla".


Il problema dovrebbe, dunque, essere rovesciato: non è chi dimostra maturità democratica che và criticato, ma chi, al contrario, se ne fa vanto, senza, però, praticarla, perché magari non la conosce. Chissà: forse accendere nel Salento certe frequenze, sarebbe uno schiaffo morale che arriva dritto dal tanto vituperato Sud. E potrebbe spegnere certi rigurgiti secessionisti, in fondo, non troppo lontani da qui.

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