Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

Fronte bipartisan per dire “no” alle trivelle nell’Adriatico

Tutte le realtà politiche si dicono pronte a scendere in piazza nella manifestazione a Monopoli il 21 gennaio prossimo. Nichi Vendola precisa: "Il nostro petrolio è il mare". Palese (Pdl) assicura la presenza del centrodestra

BARI - Crescono le adesioni del mondo dell’associazioni ambientaliste e delle rappresentanze politiche trasversali per dire “no” alle trivelle nell’Adriatico, il prossimo 21 gennaio, nella grande manifestazione di Monopoli. “Il nostro petrolio è il mare – dichiara all’Ansa il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola -, e l’idea di cercare il petrolio nel mare è un modo di uccidere la ricchezza che già abbiamo”.

Quanto alla manifestazione di Monopoli, il governatore parla di “prova straordinaria di maturità democratica”, una “battaglia ingaggiata per vincere”. “Si tratta - ha aggiunto Onofrio Introna - di difendere condizioni occupazionali, di sviluppo e d'economia che con la ricerca del petrolio potrebbero subire danni. Si tratta anche di salvaguardare l'ecosistema dell'Adriatico e per questo dell'intera vicenda è stata investita la conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome”.

La manifestazione, organizzata dal comitato “No petrolio, Sì energie rinnovabili” insieme alla rete regionali di associazioni ambientaliste, chiama all'impegno per ribadire il no alle trivellazioni petrolifere ed alle relative autorizzazioni, il sì ad una legge nazionale che vieti ogni ulteriore impianto di estrazione e ad un accordo transfrontaliero che impedisca l'installazione di piattaforme offshore in Adriatico.

All'incontro di presentazione della manifestazione hanno tra gli altri partecipato i capigruppo consiliari, l'assessore regionale all'Ambiente, Lorenzo Nicastro, quello della Provincia di Bari, Giovanni Barchetti, il sindaco del capoluogo regionale, Michele Emiliano, quello di Monopoli, Emilio Romani, e Polignano a mare, Angelo Bovino, la coordinatrice del comitato, Silvia Russo, il presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, ed il responsabile dell'ufficio legislativo del Wwf Italia, Stefano Lenzi.

Ci saranno anche gli esponenti del Pdl. Lo assicura Rocco Palese, capogruppo alla Regione, che conferma la volontà di “dare appoggio e sostegno alla manifestazione popolare contro le trivellazioni petrolifere in Adriatico, coerentemente con il nostro voto favorevole alla proposta di legge in tal senso approvata il 19 luglio scorso dal Consiglio regionale della Puglia e con la mozione presentata al governo nazionale nei giorni scorsi e firmata anche dai nostri deputati pugliesi del Pdl”.

“La Puglia, quindi, difenderà compatta il suo mare e la salvaguardia del suo ambiente – precisa Palese -, proprio come sancito dalla proposta di legge alle camere approvata a luglio e che vieta prospezioni, ricerche e coltivazioni di idrocarburi liquidi, in assenza del previo parere delle Regioni e del coinvolgimento delle popolazioni; il divieto peraltro si estende anche alle autorizzazioni non ancora perfezionate ed è in linea con quanto chiesto dalla Conferenza dei Presidenti dei Consigli Regionali italiani al Governo nazionale con l’ordine del giorno del novembre scorso”.

Palese spiega come il mare ed in generale l’ambiente siano “risorse sacre da tutelare” con ogni mezzo ed iniziativa. La speranza è che il carattere bipartisan e popolare della manifestazione faccia arrivare “una sola voce forte e chiara al governo nazionale”, ossia che “la Puglia dice no alle trivelle”.

Anche la federazione della Sinistra del Salento aderisce ed invita a partecipare alla grande manifestazione contro le trivellazioni in adriatico, sostenendo che Il tentativo di attacco al territorio da parte di alcune multinazionali stia continuando "malgrado le numerose mobilitazioni di cittadini, istituzioni, forze politiche, sindacati e associazione ambientaliste del territorio che con sit-in, convegni di sensibilizzazione sui rischi connessi alle procedure di ricerca ed estrazione in mare del petrolio, appelli, petizioni popolari si sono opposti con forza negli ultimi due anni".

"Si rende necessaria l’affermazione - chiariscono - di un modello di sviluppo eco-sostenibile del nostro territorio ormai incompatibile, sul piano politico, economico, sociale e culturale, con la logica del profitto a tutti i costi. Diciamo no a modelli di sviluppo anacronistici, superati e inaccettabili. Invitiamo i compagni a partecipare per dare vita a una grande manifestazione in difesa del nostro territorio, che dica no alle trivellazioni petrolifere, no a qualsiasi autorizzazione in tal senso, sì alla rapida approvazione di una legge nazionale che vieti ogni ulteriore impianto di estrazione petrolifera, sì a un accordo transfrontaliero che impedisca l’installazione di piattaforme offshore in tutto il Mare Adriatico".

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