Fse al collasso, Mazzoncini rilancia: pronti per il risanamento dell'azienda

L'ad di Ferrovie italiane: "In cinque anni investimenti per 578 milioni di euro". Ma dopo gli arresti, impazza la polemica

LECCE – E’ stato un compleanno davvero anomalo, quello di ieri, per i 150 anni della tratta ferroviaria Lecce-Zollino-Maglie, la più antica fra quello sulle quali viaggiano i treni di Ferrovie Sud Est. Non sembra nemmeno casuale che proprio ieri si sia abbattuta una mannaia su chi, negli ultimi anni, ha affossato i conti di Fse, ma quasi un segnale, la spia – si spera – di una rinascita per il sistema ferroviario locale, alle prese con annosi problemi infrastrutturali.

Una cosa è certa. Alla luce del disastroso crac, Renato Mazzoncini, amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, oggi più che mai n’è convinto: “La scelta del ministro Graziano Delrio di trasferire il 4 agosto 2016, con decreto, la partecipazione del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti in Fs Italiane si sta rivelando la più idonea per la soluzione degli annosi e gravi problemi dell’azienda, frutto delle precedenti gestioni”.

“Investimenti per 578 milioni di euro”

“Il nuovo percorso industriale di Fs, avviato dal Gruppo Fs Italiane in accordo con il Mit attraverso gli interventi di potenziamento della rete ferroviaria e con l’acquisto di nuovi bus, come elaborato nel Piano concordatario che deve essere approvato dai creditori, ha rimesso al centro delle politiche aziendali la sicurezza del sistema e il rapporto trasparente con i clienti”, aggiunge l’amministratore Mazzoncini, il quale ricorda anche che “nei prossimi cinque anni sono previsti investimenti per 578 milioni di euro”.

“Il concordato preventivo in continuità – aggiunge - potrà determinare, nel rispetto delle norme italiane e comunitarie, il risanamento contabile della società. Inoltre, la procedura concordataria ha consentito e consentirà alle autorità competenti di accertare le cause che hanno determinato il dissesto economico e industriale di Fse e di perseguire le condotte dissipatorie della precedente gestione nonché il recupero dei connessi crediti, diversamente destinati ad andare prescritti”.

Emiliano: "Si scoperchia il verminaio"

Oggi, intanto, nel corso dell'adunanza dei creditori in merito alla procedura di concordato preventivo di Ferrovie Sud Est e servizi automobilistici,  pendente dinanzi al Tribunale fallimentare di Bari, il presidente della Regione Puglia ,Michele Emiliano, che era presente in aula, ha espresso il voto favorevole per i crediti chirografari vantati dalla Regione. In adunanza il Presidente delegato, Nicola Magaletti, ha rinviato la decisione sull'ammissione al voto di alcuni crediti in quanto contestati dalla Procura della Repubblica e da Fse.

“Grazie alla collaborazione tra la Regione Puglia, la nuova gestione di Rfi e la Procura della Repubblica di Bari - dichiara Emiliano - si sta scoperchiando il verminaio della vecchia gestione delle Ferrovie Sud Est”.

Emiliano ringrazia poi i pubblici ministeri Roberto Rossi, Bruna Manganelli e Luciana Silvestris “per avere finalmente fornito all’opinione pubblica fatti e circostanze che dimostrano che quanto riferito due anni e mezzo fa al ministro Delrio da me personalmente, richiedendo l’immediata sostituzione del vecchio management”. Emiliano reputa prezioso il ruolo di Renato Mazzoncini e dei suoi collaboratori “che stanno portando avanti con trasparenza e determinazione l’istanza di concordato preventivo per poter in questo modo, con la collaborazione della Regione Puglia, pagare i reali creditori della società  (ben tremila aziende e professionisti della Regione) individuando invece, con l’insostituibile apporto degli investigatori, quelli che hanno compartecipato dolosamente ad aggravare il dissesto della società”.

De Lorenzis: “Politica collusa o distratta”

Insomma, si sta per affacciare un nuovo giorno? Ci vorrà forse tempo e intanto, mentre la campagna elettorale è già nel vivo, infuria il dibattito politico attorno alla questione. Diego De Lorenzis, deputato del Movimento 5 stelle e componente della Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni, va giù duro: “La politica in questi anni era cosciente della situazione e quando non è stata collusa era distratta, non ritenendo il trasporto pubblico una priorità. Il rilancio delle Fse è appena cominciato e non certamente grazie agli slogan assurdi come quelli riguardanti la metropolitana di superficie”.

“Il M5s – aggiunge - ha proposto sempre, in questi cinque anni, un piano da 1,5 miliardi di euro in più per il trasporto pubblico, togliendo fondi a grandi opere inutili. Un piano che sarebbe a vantaggio di cittadini, pendolari e turisti, con detrazioni fiscali per abbonamenti, ammodernamento dei mezzi e delle infrastrutture, intermodalità e integrazione tariffaria.”

Abaterusso: “Fs, per ora solo parole”

Per Ernesto Abaterusso, presidente del gruppo consiliare Articolo 1 Mdp in Regione, “è giunto il momento di accendere ancora una volta i riflettori su un servizio di trasporto che fa acqua da tutte le parti, probabilmente il peggiore fra quelli offerti da tutte le regioni italiane”. “Non è accettabile – per Abaterusso - la situazione di disagio e di degrado con cui quotidianamente sono costretti a convivere pugliesi e salentini che prendono il treno della Sud Est per andare a lavorare o a studiare”. 

Non mancano le accuse a Ferrovie dello Stato. “Da due anni – dice è diventata proprietaria di Fse e, ad oggi, solo parole. È necessaria una svolta drastica – prosegue - per garantire ai cittadini un servizio di trasporto adeguato. Di questo devono farsi carico azienda e istituzioni.  A cominciare dall’ammodernamento dei mezzi dalla riorganizzazione dell’intera rete ferroviaria e dai lavori per la metropolitana di superficie”.

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Trevisi: “Nessuno al ministero si è accorto?”

Il consigliere del M5S Antonio Trevisi, invece, si chiedePossibile che nessuno  al ministero  dei Trasporti si fosse accorto di quello che stava accadendo?”. “Dai giornali apprendiamo - incalza il pentastellato - di soldi sperperati in consulenze e spese inutili per la società. Fondi che avrebbero potuto essere usati per il rilancio delle Sud Est, che invece continuano a perdere passeggeri  a causa di un sistema di trasporto che non funziona, con gli utenti costretti a viaggiare in condizioni disastrose e su treni fatiscenti e poco sicuri”.

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