menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Fumata grigia per la vertenza Alba Service. La Regione alla ricerca di soluzioni

Niente da fare per la cassa in deroga; l'ente di via Capruzzi ha scritto una lettera all'Inps per sbrogliare la matassa. Intanto aumenta l'attesa per il concordato preventivo

LECCE – Nulla di fatto durante il vertice che si è tenuto nel pomeriggio presso la prefettura di Lecce per sciogliere il nodo della cassa integrazione in deroga. Stando alle conferme del ministero del Lavoro, infatti, gli ammortizzatori sociali non toccheranno ai 120 dipendenti di Alba Service, società partecipata dalla Provincia di Lecce.

Lo ha ribadito ai sindacalisti lo stesso assessore regionale al lavoro, Sebastiano Leo. Il vertice ha visto la partecipazione dei segretari provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Cobas e Ugl, insieme al prefetto Claudio Palomba ed al numero uno di Palazzo dei Celestini, Antonio Gabellone.

Se l’ipotesi cassa sembra sfumata, la Regione Puglia si è messa alla ricerca, però, di una strada diversa. Il presidente Michele Emiliano ha infatti firmato una lettera indirizzata al numero uno dell’Inps, Tito Boeri, chiedendo lumi circa la possibilità, per la Regione Puglia, di decretare autonomamente lo stanziamento degli ammortizzatori sociali.  Qualora l’esito fosse negativo, l’ente si è impegnato a trovare soluzioni alternative, ripiegando sulle politiche attive del Lavoro da finanziare con le somme già accantonate per la cassa integrazione.

Il tavolo tra istituzioni e sindacati è stato quindi aggiornato a lunedì 14 maggio ma intanto il tempo stringe. Il 17 maggio si terrà infatti l’udienza per la presentazione del concordato preventivo, ancora di salvezza dal baratro del fallimento in cui rischia di finire la società partecipata dalla Provincia di Lecce che, intanto, ha accumulato debiti per 7,2 milioni di euro e un buco di bilancio pari a 6 milioni.

“Ci auguriamo che il prossimo incontro sia quello definitivo – commenta Mirko Moscaggiuri di Filcams Cgil Lecce – perché i dipendenti di Alba Service non percepiscono né lo stipendio né alcuna forma di sostegno al reddito dall’inizio dell’anno. E non ce la fanno più”.

Tra rimpalli di responsabilità e cavilli burocratici, monta infatti la rabbia ed il disagio di 120 famiglie, appese al filo della cassa integrazione, e sempre più allarmate dall’approssimarsi della scadenza del 17 maggio.

“La presentazione del concordato preventivo poggiava su tre assi economici – ricorda l’esponente Cgil-: una quota stanziata dalla Regione, una somma accantonata dalla Provincia di Lecce e la liquidazione della cassa integrazione. Senza una di queste gambe, il concordato sarà difficilmente sostenibile”.

“Questo nulla di fatto non ci lascia tranquilli – denuncia la segretaria Fisascat Cisl, Carmela Tarantini -. La vertenza va avanti da 4 anni, ma in tutto questo tempo non si è data la priorità al lavoro ed ai dipendenti della società. Ci sono ancora troppi se e troppi ma”.

I dubbi sono condivisi dal collega di Uiltucs Uil, Piero Fioretti: “Il tempo per far ripartire l’azienda stringe e mentre invece aumenta la fatica e l’esasperazione dei lavoratori. Restiamo in attesa di risposte”. Per Giuseppe Mancarella dei Cobas esiste, invece, una sola soluzione concreta: “Bisogna passare al piano B: ricapitalizzare l’azienda, anche grazie al milione e 800 euro messo a disposizione dalla Provincia, per garantire un ritorno immediato sul posto di lavoro”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

LeccePrima è in caricamento