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Funerale della discordia, il centrodestra in campo contro il sindaco

Nota di otto consiglieri di minoranza: al centro non tanto i fatti in sé, quanto la gestione del seguito imputata al primo cittadino leccese

LECCE – Quasi tutto il centrodestra leccese – mancano però le firme dei consiglieri Adriana Poli Bortone e di Giampaolo Scorrano – pungola il sindaco, Carlo Salvemini, sulla vicenda del funerale di Silvia Ghezzi, sul quale pesano le accuse rivolta dalla madre nei confronti di un’agente di polizia locale, rea di aver disturbato la funzione con un eccesso di zelo che avrebbe dimostrato nel far rispettare le norme sull’accesso contingentato e sul distanziamento.

“Siamo davvero sorpresi – scrivono Saverio Congedo, Luciano Battista, Roberto Giordano Anguilla, Gianmaria Greco, Rino Martini, Giorgio Pala, Andrea Pasquino, Oronzino Tramacere -  dall’atteggiamento del sindaco Carlo Salvemini in merito allo spiacevole fatto accaduto domenica scorsa nel cimitero di Lecce in occasione del funerale della giovane Silvia Ghezzi. Non ci riferiamo tanto a quanto avvenuto nel corso del funerale ma all’atteggiamento avuto successivamente. La questione andava affrontata con lo spirito del buon padre di famiglia e la forza dell’autorevolezza di un Sindaco, verificando lo svolgimento dei fatti, appurando il rispetto delle regole, e risolta con la giusta dose di comprensione e buon senso che tenesse conto del dolore di una madre che ha perso una figlia trentenne e allo stesso tempo delle condizioni in cui sono costrette ad operare in questo periodo le nostre forze dell’ordine, a cominciare dalla polizia locale. In altri termini il momento avrebbe dovuto suggerire un atteggiamento comprensivo, equidistante, conciliante”.

“Invece – continuano gli esponenti della minoranza - abbiamo registrato una risposta burocratica, una reazione quasi piccata, il richiamo inelegante al contributo offerto dal Comune. Un comportamento assolutamente fuori luogo, vista la tragicità del momento che meritava invece una composizione fra le posizioni che non finisse per dividere l’opinione pubblica tra tifoserie, esponendo, peraltro, la signora Colonna al tritacarne della rete. Insomma, da Carlo Salvemini un’occasione perduta di dimostrarsi il primo cittadini veramente di tutti”.

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