Fuoco incrociato in Forza Italia. Poli: “Gettare la spugna a priori è un grande errore”

La senatrice sposa le sollecitazioni di Pagliaro e pone nuovi interrogativi: “Perché il partito rinuncia ad un suo candidato?”. Sturdà contro Mazzotta: “Firma nota livorosa, non è più garante”

Adriana Poli Bortone e Paolo Pagliaro

LECCE – Il vortice delle primarie risucchia le anime di Forza Italia e il tono della contrapposizione interna si innalza dopo la decisione del coordinamento provinciale di aderire alla consultazione del Centrodestra. Con un proprio candidato di bandiera, o meno, è ancora da definire, mentre dopo le esternazioni critiche di Paolo Pagliaro, rintuzzate dal coordinatore provinciale Paride Mazzotta e dai consiglieri comunali uscenti, è ora Adriana Poli Bortone a richiamare il “semplice” rispetto delle regole contenute nello Statuto come elemento di garanzia. In attesa di partecipare alla convention di domani dell’area del civismo leccese, la senatrice azzurra non può che apprezzare e condividere “le considerazioni squisitamente politiche di Paolo Pagliaro, volte solo a salvaguardare la dignità ed il ruolo di Forza Italia nella città di Lecce”. Un richiamo al rispetto delle regole che Poli Bortone ritiene non “dovrebbe suonare come offesa personale a nessuno”.

Da qui la linea di condotta che il partito azzurro dovrebbe adottare e qualche pesante interrogativo ancora da sciogliere per l’ex sindaco. “Il gettare a priori la spugna sarebbe incomprensibile da parte dell'elettorato d'opinione del centrodestra e soprattutto del potenziale elettorato forzista. C'è allora un perché per rinunciare ad un proprio candidato?” si chiede la senatrice. Che rammenta come un direttivo del 14 gennaio scorso avesse già scelto di non fare le primarie e sostenuto la tesi ripetutamente attraverso il segretario provinciale. Ora dovrebbe essere lo stesso organo ad essere chiamato in causa e ad esprimersi su una eventuale e motivata diversa ipotesi. “In tema di esclusiva valutazione politica va considerato l'effetto trascinamento che determinerebbe il voto amministrativo ad un candidato di FI riguardo alla lista per le europee capeggiata dal presidente Berlusconi” conclude Adriana Poli Bortone, “se Forza Italia nel suo organismo direttivo dovesse decidere di optare per le primarie a Lecce, non potrà quindi esimersi dall'esprimere un suo candidato fortemente competitivo con gli altri candidati alle primarie stesse”.

Anche dal coordinamento cittadino degli azzurri c’è preoccupazione perché Forza Italia rischia di essere risucchiata, in modo irreversibile, nel dibattito politico nel centrodestra leccese. “Rischia, cioè, con le sue scelte e il suo modus operandi” dice il segretario Cristian Sturdà, “di sparire dai radar degli elettori. Ecco, le parole di Paolo Pagliaro miravano a scongiurare proprio questo rischio”. Non lesina valutazioni critiche sull’atteggiamento dell’ex capogruppo Mazzotta e del fronte dei consiglieri uscenti, Sturdà, sposando a pieno invece la sollecitazione mossa dal dirigente nazionale degli azzurri.

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“Pagliaro, pur non condividendo come al presidente Berlusconi, le consultazioni non regolamentate per legge, ha suggerito che il nostro partito ambisse comunque ad avere un candidato sindaco, partecipando attraverso il suo massimo esponente sul territorio, ovvero il segretario provinciale, nonché capogruppo uscente, Paride Mazzotta, senza alcuna intenzione di muovere attacchi personali” stigmatizza il coordinatore cittadino, “cosa ben differente, è invece emersa dalla nota congiunta firmata dall’ex finiano-perroniano Monticelli Cuggiò, dagli ex An, Battista e De Benedetto, e dal già alfaniano Mazzotta oggi non più consiglieri comunali e pertanto comuni mortali. Ci spiace dover constatare, poi” conclude Sturdà, “che il nostro coordinatore provinciale si sia posto nella condizione di non poter più essere considerato il garante dell’equilibrio nella gestione del partito. L’eleganza politica avrebbe imposto al segretario provinciale di non firmare un comunicato livoroso nei confronti di un dirigente nazionale, che oltretutto, lo aveva indicato come il migliore per rappresentare i forzisti nella competizione delle primarie”.

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