Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

"Città del libro", polemiche sull'idea di cambiare sede. Futuro appeso ad un filo

Il sindaco di Corigliano d'Otranto, Ada Fiore, ha proposto di ospitare la manifestazione. A Campi Salentina lo stallo seguito alle dimissioni del primo cittadino mette in forse la 19esima edizione. Simona Manca pensa ad una figura super partes

CAMPI SALENTINA – Il futuro della Città del libro di Campi Salentina è nelle mani del buonsenso. Quella che sarebbe la 19esima edizione è infatti appesa al filo di un accordo tra tutti gli enti territoriali interessati, a partire dal Comune che però è senza amministrazione: Roberto Palasciano, infatti, si è dimesso a fine agosto proprio per le continue divergenze all’interno del suo partito, il Pd, e rispetto alle quali la diatriba sulla nomina del nuovo presidente della fondazione “Città del libro” è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Il passo indietro del primo cittadino – che per statuto nomina il presidente della fondazione - è arrivato a otto mesi dalle nuove elezioni amministrative. La soluzione di compromesso sarebbe stata quella di prorogare l’incarico a Maria Novella Guarino, ma pare che nel partito di maggioranza in pochi fossero d’accordo e lo scontro avrebbe determinato la decisione di Palasciano di mollare. Dall’incertezza determinata da questa paralisi politica è arrivata la proposta di Ada Fiore, sindaco di Corigliano d’Otranto, di portare la manifestazione nel comune della Grecìa Salentina.

Una provocazione di cattivo gusto, secondo Ilio Palmariggi, consigliere di minoranza a Campi Salentina che la scorsa settimana aveva sottolineato la pesante esposizione debitoria della fondazione e la necessità di procedere ad una riorganizzazione generale: “Siamo ormai al ridicolo – commenta oggi il consigliere -, essere presi in giro dagli altri comuni per manifesta incapacità dei signori che governano il palazzo. Con tutto il rispetto per il sindaco Ada Fiore, ma mi chiedo come si può arrivare a fare simili provocazioni? Come si può ignorare la storia di questo evento e negare i motivi per i quali è nata Città del libro? Come si può sradicare dalla sua terra un evento che per crescere ha dovuto fare enorme sacrifici e martellare ogni giorno editori, scrittori, giornalisti,  uomini di cultura sull'idea unica che Campi, prima terra di mafia, poteva cambiare il suo destino proprio grazie all'investimento in cultura”?

L’esponente della minoranza insiste sulla necessità di non perdere tempo – “non basta un castello qualsiasi” - e di rivolgersi direttamente alla Regione Puglia “che a noi lascia le briciole mentre a Melpignano destina un milione di euro. Probabilmente a Campi è mancata la presenza di un Blasi qualsiasi per accedere a quei ghiotti e inarrestabili finanziamenti.  Aprire un dialogo con Confindustria per nuove forme di sponsorizzazioni in chiave d'investimento su prodotti mirati, allargare il dialogo con l'Università del Salento, rendendola protagonista della gestione e tanto altro ancora”.

Fiera del libro (13)-2Sulla querelle è intervenuta oggi la vice presidente della Provincia e assessore alla Cultura, Simona Manca, per la quale non può essere messa in discussione la collocazione naturale della manifestazione a Campi Salentina: “L’unica cosa che non manca alla Città del libro è la sede”, ha commentato in una nota. Esplicito anche il riferimento alla necessità di trovare un nuovo orizzonte programmatico, magari incentrato sul Mediterraneo: “Il futuro della Città del Libro, rassegna che sin dal nostro insediamento, abbiamo fortemente sostenuto, si gioca tutto sulla capacità che questo appuntamento avrà di cercare un proprio percorso chiaro e sulla sua capacità di individuare una “identità originale ed unica”, in grado di calamitare l’attenzione dei mercati nazionali ed esteri”.

“Proprio in ragione di ciò, e con l’edizione 2013 ormai alle porte – prosegue -, come assessore alla Cultura della Provincia avverto forte la necessità lanciare l’idea di trovare un nome condiviso per la Fondazione, una personalità di altissimo livello in grado di portare avanti un intervento organico e capace di organizzare e gestire l’emergenza in questi pochi mesi che ci separano dall’avvio della nuova edizione. Provincia, Regione e Comune di Campi Salentina si sforzino di convergere e trovare un soggetto super partes, che riesca a produrre un lavoro sinergico per la migliore riuscita della rassegna: insomma, un nome lontano e scevro da qualsivoglia logica politica”, spiega.

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