Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Caso Stp, Gabellone replica: "Amministratore contro l'indirizzo della Provincia"

Dopo le dimissioni di Luigi Pepe, il presidente della Provincia, che detiene il 70 per cento della società, ha dato la sua versione dei fatti

Gabellone con alcuni dirigenti e consiglieri provinciali durante la conferenza su Stp.

LECCE – A distanza di due settimane dalla conferenza stampa nella quale l’amministratore unico di Stp, ha annunciato le dimissioni, denunciando pressioni e condizionamenti, il presidente della Provincia ha illustrato ai cronisti la sua versione dei fatti.

Per Antonio Gabellone la divergenza sta tutta nella resistenza opposta da Luigi Pepe all’attuazione delle linee di indirizzo che rientrano nell’ambito del piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate. Detto altrimenti: Stp si sarebbe sottratta a quel dovere di solidarietà per il quale un’azienda che si regge sulle proprie entrate non può voltare le spalle a quelle in sofferenza, contribuendo per quanto possibile al mantenimento dei livelli occupazionali e dei conti.

Il presidente ha dato atto a Pepe, in sella dal 2009 e poi confermato, di aver contribuito al raggiungimento degli obiettivi di mandato che ci si era posti all’inzio: l’equilibrio economico e l’efficienza dei servizi che l’ente ha sempre considerato strategici tanto da effettuare nel 2012 una ricapitalizzazione di quasi 2 milioni e 800mila euro (che è valsa il passaggio dal 47 per cento al 70,5 delle quote azionarie), a fronte anche del sostanziale disinteresse delle altre istituzioni.

Gabellone ha quindi inquadrato la questione nel più ampio contesto delle riforme degli enti territoriali: il ridimensionamento delle Province ha infatti portato non solo all’azzeramento dei trasferimenti statali, ma anche al prelievo di alcune entrate come quelle derivanti dall’aumento della responsabilità civile auto. Il combinato di queste due voci ha determinato una situazione di grave sofferenza per l’ente e per tutte le sue società partecipate, in particolare Alba Service, ma anche l’istituzione concertistica Tito Schipa.

E’ quindi iniziata una faticosa trattativa con il governo per trovare degli argini agli smottamenti finanziari e occupazionali che rischiano da un momento all’altro di travolgere tutto. Ecco allora, ha proseguito Gabellone, che le varie disposizioni di dettaglio hanno poi cercato di introdurre delle misure che tenessero conto della reale situazione: “Il legislatore – ha spiegato il presidente – ha chiesto alle Province un sistema di vasi comunicanti per fare delle trasfusioni”. In base a quelle norme l’amministrazione provinciale ha dato quindi mandato alle partecipate di contribuire alla riorganizzazione.

Nell'interpretazione di Pepe, però, Stp non sarebbe propriamente una partecipata della Provincia considerando il Cotrap il committente principale. L’amministratore di Stp, quindi, non solo non ha avrebbe fatto nulla per assecondare questo indirizzo, ma, dopo aver ignorato le sollecitazioni a fornire la ricognizione del personale e il piano del fabbisogno al dirigente incarico di seguire le partecipate, ha addirittura impugnato davanti al Tar il piano operativo di razionalizzazione chiedendone in un primo momento la sospensiva.

Ed è stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso dopo le scintille scoccate dall'alt imposto due volte da Gabellone ad un bando per controllori. Perché rivolgersi all'esterno - si sono detti in Provincia - quando è prevista la mobilità interna per cercare di salvare il salvabile?Il presidente, che si è detto a posto con la propria coscienza, ha escluso pure l'ipotesi di una querela nei confronti di Pepe. Il bando per l'individuazione del nuovo amminsitratore unico sarà pronto nei prossimi giorni.

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