Per i Cinque Stelle Minervini è assenteista. Ma non sanno della grave malattia

Sulla bacheca di un gruppo di attivisti leccesi l'attacco sul tasso di presenze in consiglio regionale: l'assessore non ha partecipato al 20 per cento delle sedute. Ma non sapevano che l'esponente del Pd lotta da tempo contro un tumore. Nel pomeriggio le scuse

Guglielmo Minervini in un incontro pubblico a Borgagne.

LECCE – La condanna è unanime, almeno quanto l’indignazione. Il j’accuse sull’assenteismo firmato su Facebook dal gruppo “ M5S attivisti Lecce”  - su una pagina che non è quella ufficiale del Movimento Cinque Stelle - nei confronti dell’assessore regionale Guglielmo Minervini è diventato per i pentastellati un boomerang. Chi di web ferisce, di web perisce, verrebbe da dire.

Gli autori del post che - con tanto di scheda alla Chi l’ha visto - indicavano, tra l’altro, la retribuzione dell’esponente del governo regionale a fronte di un tasso di assenza del 20 per cento non sapevano, fino a questa mattina, che Minervini è da tempo ammalato di cancro: della malattia con la quale fa i conti tutti i giorni ne ha parlato lui stesso, anche nel corso di alcune interviste. Un fattore che non può essere considerato marginale, con tutta evidenza, e che anzi capovolge la prospettiva: nonostante il cancro, l’assessore è presente quattro volte su cinque.

Sui social network la polemica è esplosa, sebbene lo stesso Minervini abbia invitato i suoi sostenitori a rinfoderare la spada: “Per piacere, non replicate con l’insulto. E’ questa la trappola: stimolare il basso ventre. Invece, lo stile è la forma dei migliori pensieri”. Maurizio Buccarella, senatore leccese del M5S è stato il primo a prendere le distanze da un tale scivolone dei simpatizzanti del suo movimento, invitando gli autori a porgere le scuse e a rimuovere il post: “La Rete sta reagendo come ci si poteva aspettare, ovvero con una indignazione per le modalità di lotta politica che appaiono odiose ed aberranti, con conseguente notevole danno d'immagine per il Movimento tutto”.

Nelle scorse ore le scuse sono comparse sulla stessa bacheca dalla quale era partito la denunica: “Auguriamo a Minervini una totale e pronta guarigione. La nostra solidarietà e la vicinanza umana e morale per chi combatte una malattia (di cui non eravamo a conoscenza) dalla quale troppi sono affetti in Puglia, sono indiscusse”. Ma il passo indietro è accompagnato da un affondo politico contro il governatore Vendola, accusato di non rispondere ad alcune domande su questioni di politica ambientale – gasdotto Tap, discarica di Corigliano, impianti del gruppo Mercegaglia -: “Non vorremmo pensare – hanno scritto gli attivisti di Lecce – che utilizzi il pietismo a scopi propagandistici”.

Intanto però, dal Partito democratico, il partito di Minervini, ma non solo sono arrivate bordate pesanti contro l’uscita del M5S: “Si tratta di un atto barbaro che dimostra l’immaturità politica del M5S e dei suoi attivisti” ha commentato il segretario provinciale, Salvatore Piconese. Fabrizio Marra, responsabile cittadino ha invitato i pentastellati “a informarsi prima di scrivere certe cose e poi collegare il cervello prima di premere il fatidico tasto invio sulla tastiera del computer”.

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Sulla vicenda è intervenuto anche il parlamentare democratico, Salvatore Capone: “Al M5S ricordo che, soprattutto in politica, la forma è sostanza. E in questo caso la forma è inaccettabilmente volgare, e si commenta da sola”. Indiscussa solidarietà a Minervini anche dal presidente del gruppo Udc in Regione Puglia, Salvatore Negro: “Non sono le presenze in consiglio regionale il metro per misurare l’operato di un assessore, specie in un particolare momento di difficoltà che la vita riserva, ma i risultati che ha prodotto in questi anni e che sono sotto gli occhi di tutti. Le scuse sarebbero appena sufficienti per rimediare ad un così ingiustificato e bieco attacco lontano mille miglia da un corretto agire politico Anche la politica ha un’etica e chi non è capace di muoversi entro i suoi limiti dovrebbe avere il buon senso di farsi da parte”. 

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