Non questura, non albergo: nell'ex Galateo case per anziani, coppie e studenti

Fatto il primo passo con la firma dell'intesa tra Comune e Regione Puglia. Il progetto per riqualificare l'ex sanatorio sarà scelto con un concorso internazionale

LECCE – Secondo i dati in possesso dell’amministrazione comunale sono oltre seimila gli anziani che vivono da soli in città, circa 3mila e 500 le famiglie monogenitoriali con figli a carico, più di 400 le giovani coppie sposate, oltre cento gli studenti universitari in attesa di alloggio cui avrebbero diritto. A tutto questo si aggiunge un numero imprecisato di famiglie di fatto. Nell’insieme si tratta di una zona grigia che non ha accesso all’edilizia residenziale pubblica ma non è nemmeno in grado di far fronte alla pretese del libero mercato.

Alle loro esigenze è ispirata la riqualificazione dell’ex sanatorio Galateo come contenitore di social e senior housing, oltre che di abitazioni residenziali normali, fornito di servizi commerciali, spazi per il co-working e le attività ricreative e culturali. L’obiettivo è quello di garantire integrazione tra differenti fasce sociali realizzando tipologie residenziali miste. Nelle parole del sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, dal più grande sanatorio del Mezzogiorno al più grande intervento di edilizia sociale.

Il primo passo di un percorso che certo breve non sarà è stato fatto oggi con la firma del protocollo d’intesa tra tutti gli enti interessati al recupero dell’immobile - che si estende su quasi 16 metri quadri tra livelli e terrazze - di proprietà della Asl e quindi della Regione Puglia. Oltre al primo cittadino leccese e all’assessore all’Urbanistica, Rita Miglietta, erano presenti il governatore Michele Emiliano, l’assessore regionale all’Urbanistica, Alfonsino Pisicchio, la soprintendente Maria Piccarreta, l’amministratore unico di Puglia Valore Immobiliare, Aldo Balducci e quello di Arca Sud Salento, Alberto Chiriacò.

intesasocialhousing-2Archiviate quindi le ipotesi che volevano l’ex Galateo come nuova sede della questura o come albergo di lusso, soluzione per la quale c’erano pure state di recente manifestazioni di interesse da parte di investitori privati. Del resto Lecce è un comune “ad alta tensione abitativa”, come testimoniano la carenza di alloggi popolari e l’alto numero di sfratti per morosità che si registrano ogni anno. Con la firma di oggi i soggetti coinvolti si impegnano a garantire il reperimento, anche con il poroject financing, dei fondi necessari – stimati in circa 12 milioni di euro - e a seguire tutte le fasi del procedimento, partendo da un progetto che sarà scelto con un concorso internazionale di idee.

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Un discorso a parte merita il parco che circonda l’immobile: per quello esiste già un progetto finalizzato alla messa in sicurezza e al recupero e il bando dovrebbe essere pubblicato entro l’estate. Si tratta di un’area di 30mila metri quadrati .

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