Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Inquinamento legato a Colacem? M5S presenta un'interrogazione

La senatrice Donno interroga il ministro dell'Ambiente:"Necessario il controllo rigoroso sul rispetto dei limiti relativi alle emissioni inquinanti dello stabilimento"

GALATINA - Colacem spa, società controllata del gruppo Financo e terzo produttore italiano nel settore del cemento, torna a far parlare di sé per una serie di presunte questioni ambientali riguardanti lo stabilimento di Galatina, in provincia di Lecce. Della questione si è occupata l’esponente in Senato del Movimento 5 stelle, Daniela Donno, la quale, a seguito della convocazione della conferenza dei servizi in cui si è discusso anche del riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) dello stabilimento pugliese, ha presentato un'interrogazione per fare chiarezza.

"Chiediamo al ministro dell'Ambiente quali urgenti misure intenda adottare per approntare un controllo rigoroso e continuativo sul rispetto dei limiti di legge riguardanti le emissioni inquinanti dello stabilimento" afferma la senatrice pentastellata.

"Non è un caso che lo scorso febbraio, in occasione della presentazione del report ambiente e salute in provincia di Lecce, proprio il direttore del dipartimento di prevenzione della Asl locale rappresentasse la necessità di fare analisi specifiche a tutela della salute della popolazione che vive nelle province investite dal particolato primario e secondario  del cementificio Colacem di Galatina, della centrale termoelettrica di Cerano, dell'Ilva" prosegue Donno.

"A questo punto, è fondamentale chiarire in modo univoco le conseguenze sanitarie e ambientali derivanti dai fenomeni di combustione, anche al fine di limitare l'attività, la produzione e la durata dell'impianto – si legge ancora- . Uno dei nostri intenti, inoltre, è quello di sollecitare studi, monitoraggi ed analisi che ci forniscano dati aggiornati sugli elementi inquinanti riscontrati anche nelle aree attigue alla Colacem di Galatina”.

“Considerata la presenza di altri siti industriali, l'impatto cumulativo può essere davvero disastroso. Questa continua aggressione del territorio che si serve, indiscriminatamente, di fattori contaminanti in espansione sta trasformando, anno dopo anno, il Salento in una discarica a cielo aperto" conclude la senatrice.

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