Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Sbarre alzate al passaggio del treno, la replica di Fse non convince il sindaco

Il sindaco ha inviato una missiva dopo segnalazioni di cittadini, ma non ritiene adeguata la risposta dell'ente

Nell'immagine da Fecebook, un passaggio a livello alzato in contrada Doganiere (Galatone) il 28 luglio scorso.

GALATONE – Il 12 luglio scorso l’Italia intera, e non solo, è rimasta scossa da un disastro ferroviario senza precedenti in Puglia. Nello scontro fra due treni sulla linea Andria-Corato, ventitré passeggeri hanno perso la vita e molti altri sono rimasti feriti.

Non che ci fosse necessità di un simile tributo di vite per porre l’accento su alcune irrisolte disfunzioni del sistema ferroviario. Già prima che avvenisse quel tragico impatto, per anni, in tanti hanno posto l’accento su un problema che, un po’ ovunque, si ripete con inquietante puntualità, non legato come dinamica al tipo d’incidente ferroviario verificatosi nel nord del Barese (un frontale fra due treni), ma che presenta comunque simili margini di rischio: quello dei passaggi a livello con le sbarre sollevate al passaggio dei convogli.

L’argomento ha dato vita nei giorni scorsi a una querelle a distanza fra il sindaco di Parabita, Alfredo Cacciapaglia, e le Ferrovie del Sud Est e ora, su quella falsariga, sembra muoversi anche il primo cittadino di Galatone, Livio Nisi, che non ha affatto apprezzato una nota di replica a una sua missiva sullo stesso tema. L’ha bollata semplicemente come non accettabile e insufficiente a tranquillizzare gli animi.

Nella sua nota, inviata sia al prefetto di Lecce, sia al commissario straordinario per le Ferrovie del Sud Est, il sindaco Nisi ha citato “ripetute segnalazioni di passaggi a livello rimasti aperti durante il transito del treno, documentate con foto e video condivisi sui più diffusi social network”, come motivo di ansia per l’incolumità pubblica e, quindi, con chiesta agli organi territoriali competenti di “risolvere il disservizio e il malfunzionamento dei passaggi a livello sulle tratte gestite da Fss nel territorio di Galatone”.

Ma come ha replicato Fse, tramite il sostituto del direttore di esercizio, l’ingegner Luigi Albanese, alla richiesta? Per Nisi, in modo tutt’altro che convincente. Fin dalle prime battute, dove riferisce che “non risultano recenti episodi di mancata chiusura di passaggi a livello nell’abitato di Galatone”. Chiedendo anche, per il futuro, di annotare e comunicare data, giorno, ora e luogo precisi di futuri avvistamenti per individuare l’anomalia. Nella replica sono citate anche le misure che si assumono in certi frangenti. Per esempio, si sottolinea che “il sistema di segnalamento ferroviario è tale da garantire l’informazione al macchinista del treno che provvede ad arrestare il mezzo prima dell’attraversamento” e che “procede, successivamente, con l’adozione delle misure di sicurezza previste dai regolamenti ferroviari in vigore (marcia a vista, ecc.)”.

Non manca anche una menzione sul comportamento che devono adottare gli utenti della strada i quali, come da codice (articoli 145 e 147), nell’avvicinarsi ai passaggi a livello, devono comunque sempre usare la massima prudenza per evitare incidenti.  Infine, Fse ricorda come tali passaggi siano dotati di segnalamento che fornisce indicazioni sull’eventuale transito. La luce rossa, insomma, che (ovviamente) indica l’imminente arrivo di un treno e quindi impone lo stop, indipendentemente che le barriere siano aperte o chiuse.

Una risposta nel suo complesso che il sindaco Nisi deve aver ritenuto troppo povera generica, specie alla luce di quell’impatto per il quale ancora la regione piange le sue vittime innocenti. Il che, in qualche modo, rimanda alla forte polemica già portata avanti dal suo collega parabitano Cacciapaglia.   

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