Galleria Mazzini insicura: si riapre un dibattito annoso su problemi mai risolti

Dopo il furto ai danni di "Toticchio", interventi di Alfredo Prete, di Confcommercio, e di Daniele Bianchi, di Federmoda. Chiesto alle istituzioni di non lasciare soli gli imprenditori. E Foresio del Pd replica all'assessore Guido: "Inferriate? Le metta il Comune, non Arca Sud: c'è una convenzione"

LECCE – Il furto con spaccata nel negozio di abbigliamento sportivo “Toticchio” ha riaperto un’antica ferita mai suturata, quello della vivibilità della Galleria Mazzini, dove il vandalismo è quasi quotidiano e gli atti criminali di portata maggiore non infrequenti.

L’episodio di ieri, infatti, non è stato certo il primo: in passato già lo stesso negozio, ma anche una gioielleria e un bar, erano finiti nel mirino dei ladri, solo per citare qualche caso. E non sono mancati danni ai privati. Qualche residente a piani superiori dei palazzi ex Iacp s’è visto svaligiare l’abitazione di soldi e gioielli. E così si è riaperto un dibattito annoso.   

Alfredo Prete, presidente di Confcommercio Lecce, nell’esprimere solidarietà ai titolari del negozio, ritiene che il casso faccia emergere “in modo ancor più evidente quanto il problema della criminalità incomba sull’intero tessuto imprenditoriale salentino, generando un inevitabile e diffuso senso d’incertezza nello svolgimento del proprio lavoro”.

E ricorda come da anni Confcommercio si faccia portavoce dei valori e della cultura della legalità attraverso varie iniziative, come “Legalità, mi piace”, prevista per il 25 novembre prossimo, giornata che coinvolge le amministrazioni locali, le forze dell’ordine e gli imprenditori, per sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni alla prevenzione e al contrasto efficace dei fenomeni. “Episodi come questo – conclude Alfredo Prete – che si ripetono e si intensificano negli anni rappresentano una seria minaccia per lo sviluppo del settore e dell’economia del territorio”.

Solidarietà esprime anche Daniele Bianchi, presidente di Federmoda Lecce, sindacato di Confcommercio. “I commercianti, già vessati dalla crisi, devono almeno sentirsi considerati e protetti dalle istituzioni”, dice. “A tal proposito, Confcommercio si è già attivata affinché vengano poste in essere adeguate misure di sicurezza nella Galleria che evitino il ripetersi di tali atti”.

Ieri, dopo aver appreso la notizia, l’assessore alle Politiche ambientali, Andrea Guido, aveva detto di voler richiedere ad Arca Sud (ex Iacp) di collocare inferriate davanti agli accessi della Galleria, da chiudere negli orari notturni. Ma una risposta sarcastica non si fa attendere e arriva dal capogruppo del Pd a Palazzo Carafa, Paolo Foresio. “Non sa, o fa finta di non sapere, che nel 1972 è stata firmata una convenzione fra l’allora Istituto case oopolari e il Comune in base alla quale, pur mantenendo la proprietà di tutta l’area, Iacp ne consentiva l’uso pubblico, a patto che il Comune si facesse carico di manutenzione, sicurezza e guardiania”.

“Quindi – sbotta -, è un problema che si devono porre loro come giunta, senza giocare al solito stucchevole rimpallo delle responsabilità”. Foresio, dunque, attribuisce proprio al governo cittadino “il degrado della Galleria”, e aggiunge: “Sempre in virtù della convenzione, fino a qualche tempo addietro, la Galleria ospitava, proprio come deterrente verso azioni di malintenzionati, la sede distaccata della polizia municipale”.

“Per decisione della giunta Perrone – prosegue - non c’è più ed è da allora, da quando quel locale è stato destinato ad altro, che gli episodi di furti e di atti vandalici si sono fatti più frequenti”. Foresio chiede che venga ripristinato e si domanda: “Grazie al Pon Sicurezza, è vero, sono state installate le telecamere ma queste sono effettivamente in funzione?” L’annuncio dell’arrivo di cinque telecamere, giova ricordarlo, era stato fatto solo pochi giorni prima.

Il capogruppo del Pd, insomma, chiede alla Giunta di “fare mea culpa per aver ignorato una convenzione in vigore da oltre quarant’anni”, ma anche, sempre a suo dire, per non aver valorizzato la zona. “Lo si è capito bene anche durante l’ultima festa di Sant’Oronzo, con quella insana decisione di chiudere tutta la piazza al traffico senza metterci poi neanche una luminaria o organizzarci un solo evento”.

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“La Galleria, invece – conclude -, dovrebbe diventare un salotto, come la Sordi lo è per Roma, con attività di intrattenimento, parcheggi comodi per tutti e passeggiate di shopping. Andrebbero organizzati anche piccoli eventi e concerti, serali e pomeridiani, in collaborazione con i commercianti. Fra l'altro, i bar con i tavolini fuori pagano regolare tassa per l'occupazione del suolo pubblico non all'ex Iacp, ma al Comune”.

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