“Con il gas di Tap la riconversione di Cerano e Ilva”. A Parigi Emiliano alza la posta

Il presidente della Regione ha partecipato ad un incontro nell’ambito della Conferenza mondiale sul clima. Dopo aver ribadito l’opposizione all’approdo del gasdotto a San Foca, ha lanciato una proposta ambiziosa per il futuro di tutta la Puglia

Emiliano insieme agli alti relatori della conferenza.

LECCE – Il terminali del gasdotto Tap nel porto di Brindisi e il passaggio dal carbone al gas per la centrale di Cerano e del siderurgico Ilva di Taranto.

Michele Emiliano ha scelto il palcoscenico della Conferenza sul clima di Parigi, alla presenza del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per mettere insieme i due pezzi di una proposta ambiziosa che, inevitabilmente, chiama in causa il governo nazionale.

Se già da tempo il governatore ha preso posizione rispetto all’incompatibilità della spiaggia di San Foca con l’ipotesi di approdo dell’infrastruttura, oggi il presidente della Regione ha lanciato una proposta che sa di sfida perché significa mettere in gioco il delicato intreccio che esiste tra autonomia della politica, potere di condizionamento delle lobby energetiche. E lo ha fatto nel corso dell’evento "Cambiamenti climatici: la sfida delle regioni italiane e mediterranee", organizzato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (che proprio a Lecce ha una sede) in collaborazione con la Società Italiana per le Scienze del Clima e  Basque Centre for Climate Change – BC3.

Insomma, per Emiliano non si tratta solo di cambiare la “stazione d’arrivo”, individuando un sito con minori ricadute dal punto di vista della sostenibilità ambientale, ma di avviare un’operazione di riconversione energetica senza precedenti: “Noi abbiamo due fabbriche di energia e di acciaio, Cerano di Brindisi e Ilva di Taranto, che sono le più grandi del settore in Europa, entrambe a carbone. Le conseguenze sono pesanti, con livelli epidemiologici molto preoccupanti e, soprattutto, emissioni di polveri sottili e ossido di carbonio fuori dall’ordinario”.

L’opzione di Brindisi Capo Bianco, in piena area portuale, dove esiste già un terminale marittimo e di interconnessione, permetterebbe di portare il gas direttamente a Taranto, seguendo la linea dell’elettrodotto, e dalla città jonica proseguire lungo il gasdotto realizzato tra Massafra e Biccari fino alla rete nazionale.

Tra l’altro, si legge nel documento regionale che ieri è stato portato all’attenzione del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che questa ipotesi di approdo non è stata inclusa tra quelle individuate da Tap e presentate in sede di valutazione di impatto ambientale.

“Ci rendiamo conto – ha sottolineato Emiliano - che è uno sforzo importante ma penso ne valga la pena: “Anche perché essere qui senza fare proposte concrete non avrebbe senso. Partecipare significa naturalmente condividere i principi e i valori della Conferenza sul Clima, dare un contributo all’emancipazione dell’umanità alla sua adolescenza tecnologica e politica, ma poi soprattutto fare qualcosa e subito”.

Sul tema della riconversione ha insistito molto nei mesi scorsi il consigliere regionale Sergio Blasi, anch’egli del Pd: “Da molti anni cerco di portare al centro del dibattito pubblico pugliese questo tema, scontrandomi spesso con muri di gomma e pagando il prezzo di posizioni che contrastano con l’idea di una politica legata a doppio filo agli interessi delle tante industrie che, accanto al lavoro, hanno portato in Puglia inquinamento e malattie”

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Secondo l’ex sindaco di Melpignano, l’obiettivo è rivoluzionario perché si tratta di cambiare in maniera definitiva il segno dello sviluppo pugliese, investendo sulle attività ecosostenibile, sul turismo, sull’agricoltura: “Con un po’ di coraggio si può fare questa rivoluzione in Puglia, nella consapevolezza, però, che non c’è niente di peggio di una rivoluzione annunciata e non compiuta”. 

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