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Il sindaco di Lecce, Salvemini.

Il sindaco di Lecce, Salvemini.

Gasdotto Snam: per il Comune i ristori ambientali sono doverosi

L'opera che unisce il Tap alla rete nazionale di distribuzione attraversa anche l'agro di Lecce. Il sindaco: "In sede giudiziaria e politica le ragioni per lo stop non sono state considerate sufficienti"

LECCE - Il Comune di Lecce è intenzionato a chiedere alla società Snam misure di compensazione per il passaggio sul proprio territorio del metanodotto di connessione tra la rete nazionale di distribuzione e il Tap, il cui terminale è nell'agro di Melendugno.

Lo ha confermato il sindaco del capoluogo salentino, Carlo Salvemini, dopo le dichiarazioni del capogruppo del Pd, Antonio Rotundo, che ieri aveva auspicato una iniziativa in questo senso. Il primo cittadino leccese ricorda che il consiglio comunale di Lecce si è espresso in maniera contraria alla realizzazione dell'opera di Snam già nell'ottobre del 2017 con una delibera motivata dal parere del dirigente del settore Pianificazione e Sviluppo circa l'incompatibilità dell'opera con l'assetto del territorio interessato dal tracciato. Nel documento si faceva riferimento anche alla scelta di San Foca come approdo, giudicata sbagliata, e ai pareri sfavorevoli espressi nel corso della valutazione di impatto ambientale da Regiona Puglia e dal ministero di Beni Culturali.

Il sindaco: "Partire dal dato di realtà"

Nella delibera, infine, ci si riservava di stabilire "specifiche misure di ristoro ambientale e paesaggistico", come prevede la normativa nazionale, se si fosse comunque deciso di realizzare l'opera. "Giunti a questo punto - ha commentato Salvemini - il mio dovere di amministratore non è assecondare sentimenti di orgoglio ferito o chiusure pregiudiziali motivate da ragioni che, evidentemente, non sono state considerate sufficienti per fermare l'opera, né in sede giudiziaria, né in sede politica. Il mio dovere è partire dal dato di realtà, che vede un cantiere aperto che ha già generato impatti rilevanti, e impegnarmi perché il sacrificio imposto alla comunità leccese venga adeguatamente compensato; adempiendo agli indirizzi ricevuti dal Consiglio Comunale della città, massima espressione della volontà popolare".

La reazione della Rete No Tap

Già la presa di posizione di Rotundo aveva provocato la reazione della Rete No Tap Lecce per la quale sarebbe sospetto "questo improvviso interesse per la tematica ambientale" alla vigilia dell'appuntamento elettorale delle regionali: "Dopo anni di assenza da parte delle varie amministrazioni leccesi, compresa l'attuale amministrazione Salvemini, ci domandiamo se sia sia dignitoso fingere di interessarsi di tematiche ambientali per racimolare un poco di consenso elettorale. Ci domandiamo se esistano politici che abbiano il coraggio e l'onestà intellettuale di costruire una seria opposizione, chiedendo il blocco dell'opera e non semplici contentini"

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