Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Gasdotto Tap: anche Regione e Provincia si sfilano dal tavolo con la Bers

I funzionari dell'istituto finanziario europeo, giunti a Lecce per incontrare le istituzioni locali, di fatto sono rimasti con un unico interlocutore, il presidente di Confindustria

Filippo Giansante della Bers.

LECCE - Anche Regione Puglia e Provincia di Lecce, all'ultimo momento, hanno disertato l'incontro in prefettura con i funzionari della Banca Europea per lo Sviluppo e la Ricostruzione. La Bers sta infatti valutando la possibilità di erogare un ingente finanziamento a Tap per la realizzazione del tratto transadriatico del gasdotto che prevede l'approdo a San Foca. L'unico interlocutore odierno dei funzionari della Bers, alla fine, rimane Confindustria che nel primo pomeriggio si presenterà con il suo presidente, Giancarlo Greco.

Dopo il via libera, a febbraio, della Banca Europea degli Investimenti (Bei) per un prestito di 1,5 miliardi di euro, l'organismo economico e finanziario che si occupa di Europa Centrale e Orientale e che è stato costituito nel 1991, poco dopo la caduta del Muro di Berlino, potrebbe accordare una somma di quasi pari importo sotto forma di garanzie bancarie. E, come previsto nella sua policy e come avviene per tutti i progetti di questo tipo, ha promosso un confronto con le istituzioni locali. 

Intorno alle 10.30 due funzionari, tra cui Filippo Giansante, rappresentante italiano nel Consiglio dei direttori della Bers, sono entrati a Palazzo dei Celestini da via Umberto I, mentre dall'altra parte, su via XXV luglio, una ventina di manifestanti No Tap, con cartelli e trombette ha dato vita a un pacifico presidio: solo in via cautelare il traffico è stato in qualche frangente interrotto. Importante il dispositivo di sicurezza approntato per l'occasione: sin dalle prime ore del mattino l'area della prefettura è stata presidiata dalle forze dell'ordine e bonificata dalle unità cinofile alla presenza degli artificieri. 

Il video: l'arrivo dei funzionari a Palazzo dei Celestini

Regione e Provincia si sono dunque sfilate da un appuntamento che il sindaco di Melendugno avrebbe voluto che si tenesse nel suo territorio comunale, quello più direttamente interessato per far valutare il disagio della popolazione locale e l'impatto dell'opera sull'ambiente. Il diniego ricevuto in riposta ha determinato la mancata partecipazione all'incontro del primo cittadino e la "diffida" del Movimento No Tap a chiunque avesse in animo di presentarsi.

La circostanza è rilevante: nessun rappresentante istituzionale del territorio salentino e pugliese, tra quelli che avevano ricevuto l'invito (Comune, Provincia, Regione) si è seduto al tavolo con gli esponenti di una istituzione finanziaria di cui l'Italia è paese fondatore. Al di là dell'incidente sul piano diplomatico, resta la valutazione politica: nel momento in cui, dal punto di vista operativo, il progetto sta per entrare nella sua fase più intensa e problematica, la classe dirigente - eccezione fatta per l'amministrazione di Melendugno che ha sempre tenuto una posizione fieramente contraria all'opera - pare voler restare a guardare, confermando un atteggiamento ondivago che ha segnato tutto il percorso relativo al gasdotto. 

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