Gasdotto, il country manager di Tap bacchetta il governatore Emiliano

Elia interviene a margine del consiglio regionale nel quale si è discusso anche dell'opera e del ritardo nell'espianto degli ulivi

A destra, Michele Mario Elia.

LECCE – Nel dibattito in consiglio regionale sull’approvazione del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario del 2017 si è discusso anche del gasdotto Tap. Le parole del governatore, Michele Emiliano, hanno provocato la reazione del country manager di Tap, Michele Mario Elia.

Emiliano ha insistito sulla divergenza rispetto al punto di approdo, individuato nella marina di San Foca, e ha ribadito la volontà di collegare il gasdotto all’auspicato processo di riconversione dell’Ilva di Taranto. Il presidente della Regione ha respinto l’accusa che l’ente abbia bloccato l’avvio dei lavori per l’opera a causa della questione degli ulivi, ipotesi sostenuta di recente dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda.

Nella zona dove dovrebbe sorgere il pozzo di spinta per il tunnel è previsto il temporaneo espianto di 231 piante e Tap è da tempo in attesa dell’autorizzazione. Il presidente della Regione Puglia ha chiarito, da parte sua, che lo stand by è dovuto alla proroga di 210 giorni che Tap ha chiesto per completare alcuni studi geologici preliminari, come richiesto dalla commissione di valutazione di impatto ambientale.

Elia ha commentato con un certo sarcasmo: “Ci aspettiamo dunque che domattina sia rilasciata l’autorizzazione fitosanitaria allo spostamento delle piante da noi chiesta già il 28 novembre scorso dopo che per mesi abbiamo dovuto aspettare una verifica di ottemperanza ritardata per motivi alla fine rivelatesi inesistenti”.

Il country manager ha ricordato che lo “spostamento che è prassi comune nel Salento, come attestano i circa 100mila alberi movimentati negli ultimi anni, a detta degli uffici regionali, compresi quelli spostati per consentire la costruzione di 35 chilometri di condotte dell’Acquedotto Pugliese tra Salice Salentino e Seclì”.

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Elia ha infine bacchettato il governatore sulle modalità del confronto: “Ci permettiamo infine di avere un’altra idea del rapporto tra gli organi dello Stato e un’impresa impegnata nella realizzazione di una importante infrastruttura: non ci sono professori con la bacchetta e allievi impreparati ma parti che collaborano per realizzare nel più pieno rispetto dell’ambiente un progetto strategico per l’Italia e per l’Europa, della cui importanza, ad esempio ai fini dei suoi meritori piani di decarbonizzazione, anche il presidente Emiliano è pienamente consapevole”.

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