La prudenza del sindaco Potì: "Non abbassiamo la guardia, opera inutile e dannosa"

Il sindaco di Melendugno non esulta per gli ultimi accadimenti ma si toglie qualche sassolino dalla scarpa: "Forse una qualche ragione ce l'avevamo"

Il sindaco Potì nel suo ufficio.

MELENDUGNO  - Più che una scrivania, sembra una trincea. I fascicoli ammassati uno sull'altro quasi nascondono Marco Potì, sindaco di Melendugno, nel suo ufficio in municipio. Dal primo momento del suo mandato amministrativo, che con la netta vittoria nella scorsa primavera ha altri cinque anni davanti, si è impegnato contro la realizzazione del gasdotto Tap. atti, esposti, ricorsi, manifestazioni, qualsiasi cosa potesse rallentare e ostacolare l'avanzamento dell'iter procedurale e successivamente dei lavori. In una giornata come quella di oggi, costellata di buone notizie per la sua causa, ti aspetti di trovarlo visibilmente soddisfatto se non addirittura contento e invece il massimo che concede è un viso leggermente più disteso del solito.

Partiamo dalla decisione di non prorogare l'ordinanza prefettizia che un mese addietro aveva istituito la zona rossa attorno all'area di cantiere di San Basilio: "Se la cosa fosse confermata non farebbe altro che sottolineare che avevamo ragione: in questo luogo non si può sospendere la democrazia e non ci sono le motivazioni perché la nostra protesta è consapevole e pacifica". Il secondo punto è il ritorno, con l'esposto minacciato dal governatore Emiliano dopo l'incidente alla centrale di compressione di Baumgarten in Austria, della questione della normativa sul rischio di incidenti rilevanti, la cosiddetta normativa Seveso: "Si tratta di una questione sulla quale battiamo il ferro da anni. Oltre a esprimere dispiacere per la vittima dell’incidente, forse qualche ministro dovrebbe iniziare a considerare che quello che diciamo è fondato: per prima cosa la sicurezza dei cittadini, poi il profitto delle società private".

Il primo cittadino è convinto della pericolosità insita nel progetto Tap: "Noi consideriamo sia il gasdotto che il Prt pericolosi: lo dice la stessa Tap nelle sue relazioni, rischio medio alto per chi abita intorno al terminale, lo ha detto il ministero dell’Ambiente con una prescrizione che in maniera incredibile è stata eliminata in corso d’opera. Noi pensiamo che quello sia un impianto pericoloso e vada soggetto a tutte le normative sulla sicurezza. Quello che è successo in Austria potrebbe accadere anche a Melendugno".

L'ultima settimana è stata particolarmente intensa: lo sciopero dei commercianti a Melendugno, la manifestazione a Lecce, la "passeggiata" ai margini della zona rossa terminata con tante polemiche, oltre cinquanta denunce e diversi fogli di via. Questi eventi - chiediamo a Potì - possono aver influito sulla decisione di non rinnovare l'ordinanza? "Io non so con quale logica si sia mosso il ministero dell’Interno: magari si sono resi conto che la protesta è civile e democratica, salvo pochissimi episodi che forse sono scaturiti da un atteggiamento delle forze dell’ordine molto severo. Noi continueremo a contrastare quest’opera perché la riteniamo inutile, dannosa e pericolosa e lo faremo con tutte le forme democratiche anche contro la militarizzazione ingiustificata".

Un altro tema che potrebbe aver determinato l'abbassamento della tensione potrebbe stare nella campagna elettorale in corso, con il voto per le Politiche concordato ai primi di marzo: "Il tema energetico è fondamentale - risponde il sindaco -. Bisognerebbe cambiare il modo di pensare l’energia non più come dipendenza da chi possiede le fonti fossili di approvvigionamento, ma dovremmo ragionare su una sorta di democrazia dell’energia, che ognuno produce e consuma".

Più volte, nei mesi e nelle settimane scorse, si è gridato al cortocircuito della democrazia. Ma, è questa la domanda al sindaco, forse questo divorzio tra politica e popolazione non si è compiuto del tutto? "Se noi facciamo questa battaglia è perché riteniamo sia ancora possibile tenere insieme le due cose. Quando personalità del mondo della cultura come Erri De Luca invitano a sabotare quest’opera noi lo interpretiamo secondo le procedure democratiche. Aver scritto tante mail alla Bei chiedendo di tenere in conto le tensioni sociali e il dissenso esistente penso che possa aver influito, almeno un poco".

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infine un pensiero per la sua comunità che certo è sotto pressione da parecchio tempo: "Io ho sempre detto di avere i nervi saldi, di continuare a studiare e di opporci nelle modalità che conosciamo. I fatti di queste ore non ci faranno abbassare la guardia. Io spero che questa comunità possa trovare maggiore serenità anche rispetto a scelte diverse delle istituzioni su un progetto sbagliato e incompatibile col territorio". 

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