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Un presidio No Tap dinanzi al Tribunale.

Un presidio No Tap dinanzi al Tribunale.

Terminale di ricezione Tap, il M5S esulta: "Inchiesta riaperta anche grazie a noi"

Dopo l'approfondimento richiesto dalla procura di Lecce, la senatrice Donno ricorda l'impegno dei pentastellati contro il gasdotto

LECCE – Il M5S rivendica la propria coerenza nell’opposizione al gasdotto Tap secondo una linea che non fa distinzione tra i periodi di campagna elettorale e quelli dell’impegno istituzionale.

In particolare, la senatrice leccese Daniela Donno, ricorda la costante attenzione riservata alla questione e suggellata, come scrive in una nota, da interrogazioni, interpellanze urgenti, accessi agli atti e, da ultimo, la richiesta di una commissione parlamentare d’inchiesta. Per l’esponente pentastellata “se la Procura di Lecce ha riaperto l'inchiesta sul gasdotto Tap è anche merito di una costante attività sul territorio, che è iniziata in tempi non sospetti, che non ha mai avuto sosta e che orgogliosamente rivendico da cittadina e da portavoce”.

Il riferimento della senatrice è all’iscrizione nel registro degli indagati di Michele Mario Elia, country manager di Tap per l’Italia, di Claudia Risso, rappresentante legale della società e di Gilberto Dialuce, direttore generale delle Infrastrutture energetiche presso il ministero dello Sviluppo economico. Si tratta di un atto dovuto conseguente alla riapertura di una indagine voluta dall’ex procuratore Cataldo Motta e dal sostituto Angela Rotondano e poi archiviata, su richiesta degli stessi, dal giudice per le indagini preliminari, Cinzia Vergine.

Il nuovo procuratore Leonardo Leone De Castris e la sostituto Valeria Farina Valaori hanno manifestato però l’esigenza di nuovi approfondimenti, per comprendere se il terminale di ricezione del gasdotto in territorio di Melendugno debba essere sottoposto o meno alla direttiva Seveso sul rischio di incidenti rilevanti. Su quest’ultimo punto alcuni sindaci del territorio, a partire da Marco Potì, avevano presentato un esposto. 

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