Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

Trattato per il gasdotto: bagarre in aula, il voto finale slitta a giovedì

Camera dei deputati: scontro tra il Movimento Cinque Stelle e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, del Pd. Occupati i banchi dell'esecutivo. Ma qualcuno perde le staffe e volano parole grosse e spintoni

@TM News/Infophoto

ROMA - Bagarre a Montecitorio sulla ratifica del trattato trilaterale tra Italia, Grecia e Albania. L'accordo è propedeutico alla realizzazione del gasdotto - che prevede l'approdo a San Foca - proposto da Tap per collegare i giacimenti azeri all'Italia, anche se il governo ha precisato che un conto è l'approvazione del patto internazionale, un altro è la valutazione nel merito del progetto che spetta solo alle istituzioni del nostro Paese.

Il Movimento Cinque Stelle ha provato a far slittare in tutti i moi la ratifica dell'accordo rispetto al quale aveva già posto una questione di costituzionalità e una richiesta di rinvio a dopo l'approvazione della legge di stabilità. Come noto, il M5S è apertamente contrario all'operazione per come proposta - e già approvata dal Senato -, ma oggi si è vista respingere tutte le obiezioni.

Duro lo scontro con il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, accusato di aver mentito nei giorni scorsi riguardo alle penali che l'Italia dovrebbe pagare in caso di mancata ratifica. Dichiarazioni poi corrette oggi in aula quando l'esponente del governo ha giustificato la stretta sui tempi con la necessità di firmare il trattato entro il 17 dicembre, quando è prevista a Baku, capitale dell'Azerbaijan, l'ufficializzazione dell'accordo tra Italia, Grecia, Albania e gli azeri.

Alcuni esponenti del movimento si sono diretti verso i banchi del governo, occupandoli. Una protesta clamorosa e pacifica, nella convinzione che l'accelerazione del governo sul trattato calpesti il senso delle leggi e la volontà dei cittadini. A quel punto, la denuncia è apparsa sui social network, i deputati pentastellati sarebbero volati insulti e spintoni, soprattutto da parte di un rappresentante del Partito democratico. Dopo la riunione convocata d'urgenza con i presidenti dei gruppi parlamentari, il voto è stato programmato per domani, giovedì, alle ore 10. Un'ora prima la Giunta per il regolamento esaminerà i precedenti di ratifica di trattati internazionali in sessione di bilancio. Cosa che, per il M5S non è possibile fare.

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