Lunedì, 26 Luglio 2021
Politica

"Genitori sempre", servizi per mantenere i legami oltre il muro del carcere

Presentato un progetto pilota, unico in Italia, che vede al centro i detenuti della casa circondariale Borgo San Nicola, per favorire il ripristino delle relazioni tra detenuti e figli. Se ne occuperà un gruppo di professionisti

 

LECCE – Si chiama “Genitori sempre” ed è un progetto sperimentale che vede al centro i detenuti della casa circondariale Borgo San Nicola di Lecce e la difficoltà quotidiana nel mantenere salde le relazioni con i figli, pur nella privazione di libertà. Oggi, a Palazzo Adorno, è avvenuta la presentazione del servizio, che intende fornire sostegno al recupero del ruolo di genitori.

“L’obiettivo di mettere insieme istituzioni diverse è fondamentale in un momento in cui le situazioni finanziarie sono esigue e questo è un esempio classico di come si possa fare sinergia”, ha detto il presidente della Provincia, Antonio Gabellone. “Al centro dei nostri obiettivi strategici c’è la famiglia, cellula solida, perno della convivenza civile e che caratterizza la nostra comunità. Anche quando i legami si indeboliscono non può e non deve spezzarsi”.

Il servizio, autorizzato dal ministero della Giustizia, è stato promosso in particolare dall’assessorato alle Politiche sociali e Pari opportunità della Provincia, guidato da Filomena D’Antini Solero. Sarà svolto tramite un gruppo di professionisti del Centro risorse per la famiglia di piazzetta Duca D’Enghien.

“Si tratta di un progetto pilota, unico in Italia, a sostegno delle famiglie dei detenuti”, ha spiegato l’assessore. “Prevede interventi specialistici per recuperare e favorire le relazioni, spesso interrotte, tra i reclusi della casa circondariale di Lecce, i loro figli, soprattutto se minori e, complessivamente, la rete familiare, concorrendo così al loro benessere”.

Allo scopo, ha proseguito Filomena D’Antini Solero, “verrà utilizzato uno spazio neutro, individuato all’interno del carcere, per favorire il ripristino delle relazioni tra detenuti o detenute e figli, un setting protetto e gradevole dove si favorisce il contatto e la relazione tra i membri della famiglia, con il supporto nascosto delle operatrici; verranno realizzate azioni per la riconnessione delle relazioni familiari, soprattutto con i figli minori; verrà fornita, in aaa 024-9spazi appositi messi a disposizione dalla casa circondariale, la consulenza specialistica; grande attenzione sarà data alla mediazione familiare e penale”.

Per il direttore della casa circondariale, Antonio Fullone, si tratta di una “modalità intelligente di prendersi cura dei detenuti e dei minori che incolpevolmente vivono una situazione negativa”. Il direttore del distretto socio-sanitario Asl, Rodolfo Rollo, ha poi puntualizzato che il servizio è una “buona pratica” che le istituzioni stanno realizzando insieme, per il quale “c’è grande attesa”, come ha dichiarato il direttore dell’ufficio esecuzione penale esterna di Lecce, Patrizia Calabrese.

L’accordo è stato stipulato fra Provincia di Lecce, casa circondariale, ufficio esecuzione penale esterna, distretto socio-sanitario Asl e presidenti degli Ambiti territoriali sociali: Lecce, Campi Salentina, Casarano, Gagliano del Capo, Galatina, Gallipoli, Maglie, Martano, Nardò, Poggiardo.

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